Salvare il clima conviene

Con la Energy Revolution si salva il clima e si risparmia

News - 6 luglio, 2007
In occasione del Live Earth, Greenpeace lancia il rapporto "Future Investment": è l'approfondimento finanziario di "Energy [R]evolution". i dati dimostrano che produrre energia con le fonti rinnovabili e investire in efficienza ci farà spendere dieci volte meno. Gli uomini d'affari si tolgono le cravatte. Ma dovrebbero invece rimboccarsi le maniche per mettere in atto le giuste politiche energetiche. Prima che sia troppo tardi.

Impianto eolico. Dal 1995 al 2005 la potenza installata nel mondo è cresciuta di dodici volte.

"Future Investment" è il primo rapporto che effettua un'analisi globale dei costi necessari per avviare la rivoluzione energetica che salverà il Pianeta dalla minaccia dei cambiamenti climatici. Sole, vento, idroelettrico, geotermico e biomasse ci permetterebbero di risparmiare 180 miliardi di dollari all'anno e di ridurre della metà le emissioni di CO2 del settore elettrico entro il 2030.

Gli investimenti annui necessari per avviare la Rivoluzione energetica nel mondo sono pari a 22 miliardi di dollari. Grazie ai quali, però, si risparmiano 202 miliardi ogni anno - dieci volte tanto - rappresentati dai costi dei combustibili fossili che alimentano centrali elettriche e impianti di generazione.

Energy Revolution - benefici economici*

Tutti i dati in miliardi di dollari

  Investimenti cumulati Investimenti totali Investimenti annui
  2003-2010 2011-2020 2021-2030 2004-2030 2004-2030
Investimenti per avviare la rivoluzione energetica
Nucleare -222 -190 -168 -581 -22
Fonti Fossili -325 -628 -762 -1714 -63
Rinnovabili 113 1105 1672 2890 107
Totale -434 287 742 595 22
Costo evitato per risparmio di carburanti fossili
Carbone 134 780 1753 2667 99
Gas naturale 19 148 663 831 31
Petrolio 127 700 1135 1962 73
Totale 281 1628 3551 5459 202
Risparmio complessivo rivoluzione energetica
TOTALE 715 1341 2809 4864 180
* Solo generazione elettrica

Al contrario, uno sviluppo energetico basato sulle fonti fossili metterebbe a serio rischio il futuro dell'ambiente e della specie umana. Lo scenario 'business as usual', infatti, porterà alla costruzione di circa diecimila nuove centrali per la produzione di energia, contribuendo alla crescita del 50 per cento delle emissioni mondiali di gas serra al 2030 e un loro raddoppio al 2050. Inoltre, i costi per riparare i danni causati dal riscaldamento globale - come già indicato dall'IPCC - saranno enormemente superiori agli investimenti richiesti per evitare che il clima cambi.

Nei prossimi dieci anni molti impianti e centrali dovranno essere rinnovati o sostituiti, mentre economie emergenti come Cina, India e Brasile stanno rapidamente realizzando nuove infrastrutture energetiche. È un'occasione da cogliere al balzo per evitare di perdere altro tempo prezioso.

L'Energy Revolution non è solo un imperativo ambientale, ma è conveniente in termini economici: contribuirà a stabilizzare i costi energetici mondiali, favorendo la risoluzione di tensioni e conflitti per il controllo delle risorse.