Attivisti di Greenpeace in azione con 6 riproduzioni di testate atomiche B61 a grandezza naturale, per chiedere una nuova stagione di disarmo, necessaria per fermare la proliferazione atomica.
Nelle basi Nato italiane di Aviano e Ghedi Torre ci sono 90
testate nucleari di tipo B61 a gravità. In tutta Europa le bombe
atomiche parcheggiate nelle varie basi della Nato sono 480. Dei 26
Paesi della Nato solo 6 ospitano armi nucleari, in violazione del
Trattato di non proliferazione, mentre altri 4 Paesi - Canada,
Grecia, Islanda e Danimarca - hanno smantellato le basi nucleari
che avevano nel loro territorio.
Ognuna di queste bombe è un potenziale obiettivo: le basi di
Aviano e Ghedi Torre sono un bersaglio militare che mette
potenzialmente a rischio le popolazioni di una vasta area. Secondo
un recente sondaggio Eurisko svolto su un campione di 1000
intervistati [ vedi tabella ], la maggioranza degli italiani non sa
nulla dell'esistenza di questi ordigni nucleari sul territorio
nazionale. Queste novanta bombe atomiche, perfettamente operative e
pronte a essere impiegate per distruggere i laboratori nucleari in
Iran, sono un pericolo subdolo e invisibile, a un passo dalle
nostre case, dalle nostre cose, dalla nostra vita. Ma gli italiani
non lo sanno.
Secondo Greenpeace, c'è bisogno di una nuova stagione di disarmo
nucleare per contrastare le spinte alla proliferazione atomica. La
protesta di oggi si aggiunge alle altre iniziative intraprese negli
ultimi mesi da Greenpeace in Italia e in Europa.
A maggio è stato presentato il rapporto
"Ordigni nucleari USA NATO in Italia". Per denunciare la
proliferazione di queste armi, alcuni volontari di Greenpeace hanno
fatto irruzione nella
parata militare del 2 giugno. Pochi giorni dopo attivisti
italiani, francesi, tedeschi e belgi hanno manifestato invece di
fronte al quartier
generale della Nato a Bruxelles. Più recente la protesta, di
fronte all'ambasciata
nordcoreana a Roma, per la decisione di effettuare il primo
test atomico.
Sondaggio sulle armi nucleari
Risultati italiani su un campione di 1000 persone
Per quanto ne sai, ci sono armi
nucleari americane in Italia?
| Si, senza dubbio |
10,9% |
| Si, probabilmente |
21,9% |
| Probabilmente no |
23,3% |
| Sicuramente no |
9,3% |
| Non saprei |
34,4% |
| Non risponde |
0,2% |
Ci sono 90 ordigni nucleari americani
in Italia. Questo dato...
| Mi preoccupa molto |
23,1% |
| Mi preoccupa in qualche modo |
38,6% |
| Non mi preoccupa tanto |
16,5% |
| Non mi preoccupa per niente |
19,3% |
| Non saprei |
2,4% |
| Non risponde |
0,1% |
Vuoi o non vuoi che ci siano ordigni
nucleari in Europa?
| Voglio che non ci siano ordigni nucleari in
Europa |
71,5% |
| Voglio che ci siano ordigni nucleari in Europa |
19,2% |
| Non saprei |
8,5% |
| Non risponde |
0,8% |
Domani attivisti di Greenpeace e di altre associazioni si
recheranno nelle stazioni di polizia in una ventina di città in
tutta Italia - tra le quali Roma, Firenze, Milano, Torino, Napoli e
Palermo - per presentare un esposto contro la presenza di armi nucleari
nel nostro Paese in violazione del Trattato di non
proliferazione.
L'Italia ha tutta la credibilità per avanzare nelle sedi
appropriate la richiesta di riaprire una stagione di disarmo
nucleare. Se le grandi potenze non riprendono questa strada, sarà
molto più difficile bloccare la proliferazione nucleare.