OGM no grazie: BASF si ritira dall'Europa

News - 2012-01-17
BASF ha dovuto ammetterlo: agli europei gli OGM non piacciono. Ieri, è arrivato l'annuncio ufficiale dell'azienda che sta abbandonando i piani per sviluppare e commercializzare colture OGM in Europa.

Una fuga, questa, decisa dopo una lunga serie di sconfitte non solo europee. Nel 2011, l'India ha respinto l'autorizzazione della melanzana OGM, l'unico alimento transgenico per il quale era stata chiesta l'autorizzazione; nel settembre 2011 la Cina ha sospeso la commercializzazione di riso OGM, mentre Filippine e Thailandia hanno respinto riso geneticamente modificato.

Tra i flop della BASF anche la sua patata OGM resistente agli antibiotici, Amflora, una delle uniche due colture OGM autorizzate per la coltivazione in alcuni paesi europei. Una coltivazione biotech che si è rivelata un vero e proprio fallimento commerciale.

Oggi, oltre il 90 per cento degli OGM a uso alimentare viene coltivato in soli quattro paesi del continente americano. Anche BASF punta all'America, che sembra essere rimasta l'unica a non abbandonare la strada del geneticamente modificato. 
 
Strana scelta, viste le numerose ragioni per dire no agli OGM. Parliamo di colture che vanno a braccetto con l'agricoltura di stampo industriale, l'uso di pesticidi, la resistenza a infestanti e parassiti; hanno rese deludenti sul lungo periodo, senza contare le preoccupazioni per i rischi sanitari.

Gli europei lo hanno capito. Ora tocca agli americani.

Leggi la comunicazione ufficiale BASF: www.basf.com/group/pressrelease/P-12-109

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