OGM free i maggiori importatori russi di cibo e foraggio

News - 28 novembre, 2006
Dopo tre settimane di intensa campagna contro le importazioni di cibo geneticamente modificato in Russia, arriva una buona notizia: i due più grandi importatori russi di cibo e foraggio adotteranno la politica ogm free, utilizzando esclusivamente prodotti non ogm.

Semi di soia geneticamente modificata.

L'annuncio è stato fatto durante una conferenza stampa a bordo della Artic Sunrise, la nave di Greenpeace da tre settimane nelle acque del mar Baltico per denunciare le controverse importazioni di prodotti ogm in Russia. È un passo avanti significativo verso un mercato globale libero dagli ogm e un duro colpo per l'industria dell'ingegneria genetica, in particolare la Monsanto, il maggiore venditore al mondo di sementi ogm.

Sodruzhestvo, il maggiore importatore russo di soia, che fornisce il 70 per cento di tutta la soia utilizzata in Russia nell'industria alimentare e foraggiera, ha dichiarato che trasformerà la nuova fabbrica attualmente in costruzione a Kaliningrad in un'area libera dagli ogm. Il nuovo impianto per l'estrazione dell'olio e trattamento degli alimenti non solo produrrà olio e cibo a base di soia non-ogm ma anche prodotti privi di mais e colza ogm. In seguito alla decisione di Sodruzhestvo, anche Rybflotprom, che controlla il 7 per cento del commercio alimentare russo ed è per l'80 per cento posseduta dall'azienda francese Provimi, ha annunciato di adottare una politica ogm free per tutti i suoi prodotti.

Entrambe le aziende cominceranno presto a importare soia non ogm dal Brasile invece che soia geneticamente modificata dall'Argentina e dagli Usa. La decisione delle due compagnie, dunque, avrà un effetto forte sul mercato globale: produrrà una diminuzione della domanda nei paesi che esportano prodotti ogm e un conseguente aumento di essa in paesi come il Brasile in cui la produzione del mais e della soia è ancora principalmente libera dagli ogm.

A proposito di Brasile, dopo un'indagine di Greenpeace sugli effetti del commercio della soia sulla foresta pluviale amazzonica, le multinazionali della soia hanno acconsentito a una moratoria di due anni sull'acquisto di soia proveniente da terre recentemente deforestate in Amazzonia. Greenpeace chiederà alla Sodruzhestvo di sostenere questa iniziativa accertandosi che la soia prodotta in Brasile non contribuisca alla distruzione della foresta pluviale.

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