Pagina - 23 agosto, 2006
Un grave incidente è avvenuto al largo delle Filippine lo scorso 11 agosto, quando la petroliera "Solar I" della Petron Corp - una tra le tre maggiori compagnie petrolifere filippine - è affondata nello stretto di Guimaras con a bordo oltre 2 milioni di litri di "olio combustibile pesante". Al momento del disastro oltre 200 mila litri di olio nero e catramoso si sono riversati in mare per quello che è stato definito il peggior disastro ecologico da petrolio nella storia del Paese, tanto che il Governo ha chiesto assistenza internazionale per gli interventi di ripristino.
Disastro ecologico nelle Filippine. La petroliera "Solar I" della Petron Corp è affondata nello stretto di Guimaras con a bordo oltre 2 milioni di litri di "olio combustibile pesante".
La petroliera è tuttavia affondata in acque profonde, rendendo
il recupero improbabile. La nave sarà così una bomba ecologica a
tempo con nelle stive ancora 1,8 milioni di litri di veleni, pari a
circa 1.700 tonnellate di olio combustibile.
Sebbene solo il 10 per cento dell'olio pesante sia fuoriuscito,
la petroliera continua a perderne 200 litri all'ora e gli impatti
sugli ecosistemi sono già stati rilevantissimi: circa 320
chilometri di costa è coperta da uno strato nero e fangoso.
Chilometri e chilometri di barriera corallina sono stati distrutte
così come 1.100 ettari di riserve marine, e alcune foreste di
mangrovie della zona. All'incirca 26 mila pescatori hanno già perso
gli habitat e le risorse naturali fonte del loro sostentamento.
I primi sopraluoghi sul posto - nell'area è presente anche la
nave "Esperanza" di Greenpeace per dare supporto alla guardia
costiera filippina nel monitoraggio visivo dell'area e per il
trasporto di aiuti umanitari e materiale e per il contenimento
della "macchia nera" - hanno permesso di constatare che il
santuario marino di Taklong, ospitante alcune delle maggiori
foreste di mangrovie della zona, è stato completamente ricoperto
dal fango nero. Le mangrovie danno riparo a importanti specie
ittiche e crostacei, oltre a rappresentare una barriera naturale
contro calamità quali monsoni e uragani. A seguito della
fuoriuscita di olio combustibile pesante dalla "Solar I" tali
ecosistemi andranno molto probabilmente perduti per sempre.
Greenpeace si sta attualmente battendo affinché il Governo
filippino giudichi la Petron Corp direttamente responsabile del
danno ambientale causato. Secondo Greenpeace non solo la compagnia
deve fornire garanzie che il resto della propria flotta non vada
incontro ad ulteriori incidenti di questo tipo, ma deve anche farsi
carico di tutti i costi associati al disastro ambientale ed
economico causato dalla "Solar I".