Il tour della Rainbow in Italia per salvare il Mediterraneo

News - 28 agosto, 2007
Dall'Isola d'Elba al Cilento: tredici giorni di navigazione lungo le coste italiane, nel Mediterraneo, per denunciare la distruzione delle praterie di posidonia, la pesca illegale delle spadare e il declino del tonno rosso. Un'azione, un nuovo rapporto, una conferenza stampa, un blog e due testimonial: Amedeo di Savoia e Romina Power.

Romina Power a bordo della Rainbow Warrior

Si è conclusa la parte italiana del "Mediterranean Tour" della Rainbow Warrior. A poco più di un anno dal lancio della Campagna Mediterraneo, la nave ammiraglia di Greenpeace è tornata in Italia per documentare le insidie che minacciano il mare nostrum.

Arrivata a Porto Ferraio il 29 luglio, la Rainbow non perde tempo: nella mattinata del 30 è stato firmato un protocollo d'intesa con il Comune di Portoferraio per la salvaguardia dell'area protetta dello "Scoglietto". Grazie all'aiuto dei volontari locali, i sostenitori di Greenpeace e i semplici curiosi hanno potuto visitare la nave e incontrare l'equipaggio.

Dall'Isola d'Elba, la Rainbow Warrior raggiunge Santa Marinella. E punta i riflettori sulla posidonia: il 2 agosto, nel corso di una conferenza stampa tenuta a bordo della nave, Greenpeace presenta il rapporto "Posidonia. Trapianto letale". E denuncia gli impatti ambientali del trapianto delle praterie di posidonia. Anche Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, si unisce a Greenpeace per chiedere una maggiore tutela della posidonia in tutto il Mediterraneo.

Dopo Santa Marinella, Ventotene. La giornata del 3 agosto trascorre tra i bambini che visitano la nave e i sub che effettuano ricognizioni nell'area marina protetta. Verso sera il ringraziamento del Comune. E un aperitivo in piazza per l'equipaggio, con banda, canti, balli e una mongolfiera di carta costruita dalla popolazione.

Archiviato il clima di festa, si torna a lavoro per una notte a caccia di spadare. La Rainbow Warrior ritorna sul luogo del ritrovamento dello scorso anno, ma la luna è quasi piena e con la luna piena le spadare non si muovono. La ricerca non è semplice. Tre segnali sospetti sul radar allertano l'equipaggio. Alcuni attivisti montano a bordo di un gommone, ma è un falso allarme: il peschereccio individuato non è una spadara, ma un palamito. La notte seguente, le condizioni meteo proibitive costringono l'equipaggio a limitare le ricerche.

Dopo una notte di bufera, la Rainbow Warrior raggiunge l'isola di Procida: è il 6 agosto e dopo le spadare, l'attenzione si sposta sui tonni e sulla futura area marina protetta "Regno di Nettuno". Da Procida ci spostiamo a Capri dove sostiamo per un paio di giorni. Sullo scenario dei faraglioni di Capri chiediamo "Più riserve marine, più tonni in mare".

La mattina dell'8 arriva un aiuto extra, Romina Power. Madrina della campagna mare, la Power ha partecipato alla protesta contro le gabbie di allevamento per l'ingrasso del tonno rosso. Insieme "abbiamo fatto visita" a una gabbia di ingrasso presente nelle acque della Costiera Amalfitana. A bordo gabbia è stato aperto uno striscione "Tonni in gabbia, costiera inguaiata - Stop tuna farming" e i ragazzi si sono immersi con delle sagome di lische a simboleggiare il declino del tonno. Dal gommone Romina Power ha aperto un altro striscione "Più riserve marine, più tonni in mare".

Il 9 agosto, dopo una tranquilla nottata ancorati a largo di Maiori, un tuffo ai "Due Fratelli", i faraglioni di Vietri sul Mare, appena fuori dal porto di Salerno. Sotto il pelo del mare i due faraglioni sono stati praticamente demoliti per pescare i datteri, molluschi buoni, cari e illegali.

Conclusa così la parte italiana del "Mediterranean Tour", la Rainbow riprende la sua rotta verso nuove avventure. Grecia. India. E poi chissà...