Scottex: 10 piani di... distruzione

Attivisti di Greenpeace in azione presso la sede della Kimberly-Clark

News - 2006-11-09
Gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione per denunciare la Kimberly-Clark, uno dei più importanti produttori al mondo di fazzolettini e carta igienica, noto ai consumatori italiani per i marchi Kleenex e Scottex. Da un'indagine di Greenpeace emerge, infatti, che parte delle fibre usate dalla Kimberly-Clark arriva dalle foreste primarie canadesi. E questo mentre altri colossi del settore usano quasi solo fibre riciclate. FOTO

Attivisti di Greenpeace in azione davanti alla sede della Kimberly-Clark per denunciare le responsabilità della multinazionale, nota ai consumatori italiani per i marchi Kleenex e Scottex, nella distruzione delle foreste primarie del Canada.

Questa mattina, davanti alla sede della direzione della Kimberly-Clark, a Torino, in pieno centro storico, un gruppo di attivisti di Greenpeace ha collocato dieci water. In ogni water, un piccolo albero ricorda tutte le piante abbattute per fabbricare carta igienica e altri prodotti usa-e-getta. Un gruppo di climber si è invece arrampicato sull'edificio, aprendo un gigantesco striscione con la scritta "Kimberly-Clark non buttare le foreste primarie nel water".

La Kimberly-Clark dice di essere un'impresa responsabile che rispetta rigorosi standard ambientali, ma un'approfondita ricerca condotta da Greenpeace tra il 2005 e il 2006 mette in luce una realtà molto diversa: attraverso i propri fornitori di cippati - trucioli di legno che si usano per fabbricare la cellulosa e la carta - la Kimberly-Clark impiega un grande quantitativo di fibre provenienti dalle foreste pluviali temperate.

Dietro l'innocenza dei cuccioli delle pubblicità della Scottex si nasconde quindi una realtà drammatica. Solo nel 2005, la Kimberly-Clark ha usato per i suoi prodotti 3,1 milioni di tonnellate di fibre vergini. Il 28 per cento della materia prima impiegata per realizzare i prodotti commercializzati in Europa - i tovagliolini e la carta igienica che usiamo ogni giorno - proviene dalle ultime foreste primarie canadesi.

Eppure le alternative praticabili ci sono. E i buoni esempi non mancano. Mentre la Kimberly-Clark rosicchia, rotolo dopo rotolo, le ultime foreste primarie, la Cascades - uno dei colossi nordamericani del settore - impiega, ad esempio, nel suo ciclo produttivo il 97 per cento di fibre riciclate. La Kimberly-Clark è molto indietro, con appena il 29 per cento di materia prima riciclata.

Kimberly-Clark nega il proprio coinvolgimento nella distruzione delle foreste primarie, dichiarando di acquistare trucioli di legno che andrebbero in ogni caso gettati via e vanta una buona collocazione nel Dow Sustainability Index. I trucioli, però, sono parte integrante del ciclo del legno e i criteri del Dow Sustainability Index si basano su informazioni fornite dalle imprese, senza alcuna verifica indipendente.

Il mercato europeo dei prodotti di carta per uso domestico movimenta circa 8,5 miliardi di euro all'anno. Ogni abitante dell'Unione Europea utilizza in media 13 chili l'anno tra carta igienica, tovaglioli e fazzolettini - tre volte e mezzo la media mondiale - pari a circa 22 miliardi di rotoli di carta igienica. Per questo motivo, la Kimberly-Clark punta molto sul mercato europeo.

Greenpeace chiede quindi ai consumatori di non acquistare i prodotti della Kimberly-Clark fino a quando essa non cambierà le proprie politiche di acquisto e non smetterà di causare la distruzione delle foreste primarie.

Entra in azione!

Scrivi a Dave Challis, responsabile ambiente della Kimberly-Clark Europe, per dire no alla distruzione delle foreste primarie!

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