Vittoria a Porto Tolle. No a riconversione a carbone

News - 2011-05-17
Nel 2006 i nostri attivisti scalavano per la prima volta la ciminiera della centrale Enel di Porto Tolle per protestare contro la sua riconversione a carbone. Oggi esultiamo per la decisione del Consiglio di Stato che, ribaltando l'incredibile verdetto del Tar del Lazio, ha dichiarato illegittimo il decreto con cui nel 2009 il Ministero dell'Ambiente ha dato parere positivo sulla compatibilità ambientale al progetto di riconversione a carbone della centrale.

In azione a Porto Tolle (2006).

Abbiamo vinto. Insieme alle altre associazioni ambientaliste e del settore turistico locali, avevamo presentato ricorso contro la riconversione della centrale. Battuta, quindi, la tesi dell'Enel secondo cui la centrale a carbone sarebbe meno inquinante di una equivalente centrale a gas, grazie ai camini più alti che abbassano le concentrazioni al suolo degli inquinanti.

Il carbone è il peggior killer del clima del pianeta. Non è possibile ritenerlo ambientalmente compatibile con nulla, figuriamoci con una zona fragile come il Delta del Po.

Per varie ragioni, il Delta del Po "affonda" in mare, in media di 3 centimetri l'anno. Secondo un articolo pubblicato su Nature, è uno dei delta più a rischio di scomparsa del pianeta a causa del cambiamento climatico.

Dopo l'esito del referendum in Sardegna, con quasi il 98% dei cittadini che dicono no al nucleare, questo è un altro segnale chiaro per l'ENEL e per chiunque voglia continuare a usare combustibili sporchi.

L'unica speranza per il nostro futuro è una rapida rivoluzione energetica che si basi su rinnovabili ed efficienza. È possibile e conviene dal punto di vista economico, dell'occupazione, dell'innovazione tecnologica.

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