Il mare che sale

Pagina - 14 gennaio, 2011
L’aumento del livello degli oceani è uno dei principali effetti del cambiamento in corso. Dell’innalzamento non devono preoccuparsi soltanto i piccoli stati insulari, poiché più del 70 per cento della popolazione mondiale vive in pianure costiere e 11 delle 15 città più grandi del mondo sono situate lungo la costa o su estuari.

Nel corso del Ventesimo secolo il livello dei mari è aumentato tra i 10 e i 20 centimetri: la crescita più rapida registrata negli ultimi duemila anni. La causa è da dividersi in parti più o meno uguali tra lo scioglimento dei ghiacci e l’espansione termica degli oceani (più l’acqua è calda, più occupa spazio). Ma nel corso dei prossimi cento anni l’aumento potrebbe essere ancora maggiore: nel suo ultimo rapporto, l’IPPC ipotizza un intervallo compreso tra 9 e 88 centimetri. A indirizzare verso il limite minimo o massimo saranno diversi fattori, non facili da calcolare, e in particolare il comportamento delle masse glaciali di Antartide e Groenlandia. Basti pensare che l’intera calotta glaciale antartica contiene abbastanza acqua da innalzare il livello globale dei mari di 62 metri…

Tuttavia, non c’è bisogno di pensare agli scenari più catastrofici. Anche un innalzamento dei mari più modesto, infatti, può causare effetti importanti, potenzialmente disastrosi. Eccone alcuni:

miliardi spesi per adattarsi, se potete permetterveli; gli USA, per esempio, hanno circa 20 mila chilometri di costa e più di 32 mila chilometri quadrati di aree umide costiere: i costi di adattamento a un mare cresciuto di un metro sarebbero pari a circa 156 miliardi di dollari (il 3 per cento del PIL);

lo stesso metro di crescita del livello dei mari causerebbe in Bangladesh la migrazione di decine di milioni di persone;

la contaminazione delle riserve idriche, sia superficiali che sotterranee, riducendo la disponibilità di acqua dolce del pianeta;

se le tendenze attuali continuano, città come Londra, Bangkok e New York (per non parlare di Venezia) si ritroveranno sotto il livello del mare, causando lo spostamento di milioni di persone e un gravissimo danno economico;

tutto questo ghiaccio sciolto, inoltre, potrebbe diluire gli oceani mondiali, cambiandone la salinità in modo sufficiente per danneggiare le riserve ittiche e distruggere gli schemi circolatori oceanici in tutto il mondo.

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