Proliferazione e terrorismo

Pagina - 17 dicembre, 2010
Non esiste ancora una sola tecnologia nucleare per uso civile che non sia utilizzabile anche per produrre bombe atomiche. L’aumento della produzione di rifiuti nucleari è un rischio anche per la realizzazione di “bombe sporche”.

A. Bombe con Uranio arricchito
Le due modalità con cui fabbricare una bomba sono quelle di riuscire ad “arricchire” l’Uranio, portando la concentrazione dell’Uranio “fissile” (il cui nucleo spontaneamente si spezza) dallo 0,7 per cento – che è la media in natura – a oltre il 90 per cento. Per il combustibile delle centrali è necessaria una concentrazione del 3-4 per cento, ma il processo può essere spinto a percentuali, buone per la bomba, del 90 per cento.

B. Bombe con il Plutonio
L’altra strada per produrre le bombe – quella prevalente per le potenze nucleari – è usare Plutonio, un elemento che non esiste in natura e si forma nei reattori nucleari quando l’Uranio “naturale”, che è la gran parte di quello presente nel reattore, assorbe nel nucleo uno o più neutroni e si tramuta in Plutonio. Per fare una bomba occorrono pochi kg di Plutonio, un volume equivalente a quello di un grosso pompelmo.

C. Bombe “sporche”
La via più semplice per il terrorismo è quella di costruire bombe convenzionali da far esplodere assieme a rifiuti radioattivi. Non si ottiene in questo caso una esplosione atomica ma si può contaminare e per lungo tempo una vasta area. L’aumento della produzione di rifiuti radioattivi pone crescenti problemi di sicurezza.

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