La sicurezza

Pagina - 2010-12-16
In Germania i casi di leucemia infantile vicino alle centrali sono il doppio della norma. Nei cantieri dei nuovi reattori EPR si sono registrate molte violazioni della sicurezza. I progetti dei sistemi di emergenza non sono ancora stati approvati, dopo anni dall’inizio dei lavori.

Non esistono ancora reattori nucleari intrinsecamente sicuri

A. Tumori e leucemie in aumento vicino ai reattori
Anche durante il normale funzionamento dei reattori vengono rilasciate sostanze radioattive sia in aria che in acqua. In Germania è stato completato uno studio, durato quattro anni, sui casi di tumore e di leucemie infantili della popolazione che vive entro cinque chilometri dalle centrali nucleari. Il risultato è che i tumori solidi in queste zone sono superiori del 60 per cento e le leucemie infantili del 120 per cento rispetto alla media tedesca. Dai dati ufficiali delle emissioni questo aumento di tumori e leucemie non si spiega. Forse i dati ufficiali non sono veritieri. Altri sostengono che esistono “picchi” di rilascio che possono avere un effetto sanitario maggiore di quello desunto dalle “medie” annuali.

B. Nuovi EPR: nessuna garanzia di sicurezza
Nel 2009 si è scoperto che – mentre, in Francia e Finlandia, avanzano i lavori negli unici due cantieri dei nuovi reattori francesi EPR – il progetto dei sistemi di sicurezza non è mai stato approvato. Tre agenzie di sicurezza nucleare (finlandese, inglese e francese) scrivevano al costruttore, l’azienda pubblica francese AREVA, che i sistemi di automazione e controllo di emergenza presentati non rispettano gli elementari principi di sicurezza nucleare: il software utilizzato deve essere diverso da quello impiegato nel normale funzionamento. In sostanza l’EPR, “venduto” in Italia come tecnologia provata, è un prototipo di cui non è completo nemmeno il progetto. Che sia solo un prototipo è stato ammesso dalla stessa azienda elettrica francese EDF, nell’annunciare a metà 2010 i crescenti ritardi e costi anche nel cantiere a Flamanville in Francia.

C. Nuovi EPR: bassa qualità delle saldature
Sia a metà 2008 che a fine 2009 sono emersi problemi assai seri sulla qualità delle saldature nelle condotte del circuito di raffreddamento primario, una struttura di importanza fondamentale per la sicurezza dei reattori. Non è chiaro se questi siano gli unici casi di mancata osservanza degli standard di qualità: secondo un’inchiesta condotta dal principale quotidiano finlandese, intervistando operai e tecnici del cantiere, i lavori sono stati mandati avanti a tappe forzate, spesso con controlli solo cartacei. In molti casi segnalati, le colate di cemento sono state versate anche in parti le cui strutture di metallo non erano ancora pronte. “Il cemento non può aspettare”, questo il ritornello riportato dagli operai intervistati.

D. Anche i nuovi reattori non reggono l’impatto di un incidente aere
Nel rapporto dell’Agenzia britannica di sicurezza nucleare, reso noto nel giugno 2009, oltre ai problemi relativi al sistema di automazione e controllo di emergenza, viene evidenziato come sia per l’EPR che per il reattore nippo-americano AP1000 manchino sufficienti informazioni per valutare la tenuta del reattore rispetto a eventi esterni come un incidente aereo. Questo aspetto (in particolare, il fatto che gli scenari di incidente con un aereo riguardavano l’impatto con velivoli di piccole dimensioni) era già stato denunciato da Greenpeace nel 2006. Successivamente si è scoperto che l’azienda elettrica francese EDF aveva condotto operazioni di spionaggio informatico contro Greenpeace in Francia, Regno Unito, Spagna e Belgio, cosa che successivamente ha portato alla sospensione dei due responsabili della sicurezza EDF.

E. Sicurezza e terremoti: il caso del Giappone
Anche se ben progettato, un reattore è vulnerabile ai terremoti. Nel caso del terremoto che ha colpito il Giappone nel luglio del 2007, vi sono stati dei danni nelle centrali di Kashiwazaki Kariva. Anche se, per fortuna, durante il terremoto non vi sono state sensibili fuoriuscite di radioattività all’esterno, tutti e sette i reattori della centrale, per una potenza totale di quasi 8.000 MW, sono stati fermati. Infatti, le operazioni di riparazione in una centrale nucleare possono richiedere tempi lunghi e costi non indifferenti. Inoltre, nel mondo a quella data non vi erano grandi esperienze nella valutazione dei possibili danni interni al reattore. Nel maggio del 2009 l’unità 7 è stata riaccesa, mentre un secondo reattore – l’unità 6 – è stato riattivato nel gennaio 2010. Nel settembre 2010 si sono registrate due fughe di radioattività dall’unità 7, una 27 volte i limiti e la seconda 2.100 volte i limiti.

Per approfondire
La corretta valutazione del rischio di un attacco aereo contro un Epr.

Categorie