Quale indipendenza energetica?

Pagina - 16 dicembre, 2010
In Francia, Paese che produce il 78 per cento dell’elettricità da nucleare, l’importazione procapite di petrolio è maggiore di quella italiana che non ha la fonte nucleare. E inoltre, gran parte dell’elettricità importata dall’Italia è certificata da fonte rinnovabile.

A. I Paesi che hanno quote rilevanti di nucleare sono pochi

Il governo continua a dire che l’obiettivo è di coprire con il nucleare il 25 per cento della produzione di energia elettrica. Questo richiederebbe di costruire non solo i quattro reattori EPR previsti dall’accordo Italia-Francia (per 8.500 MW circa) ma almeno altri quattro. A parte la Francia, nel mondo i Paesi che coprono una quota del 25 per cento dell’elettricità prodotta sono: la Svezia, l’Ucraina e la Corea del Sud. Una quota dell’85 per cento della produzione nucleare del mondo è concentrata in soli dieci Paesi

B. La Francia consuma più petrolio dell’Italia

Nonostante l’elevata quota di produzione da nucleare nel settore elettrico (77 per cento nel 2008), la Francia presenta consumi procapite di petrolio superiori a quelli dell’Italia: 1,36 tonnellate di petrolio rispetto a 1,31. Non è vero che lo sviluppo del nucleare riduce la dipendenza energetica dal petrolio.

C. Le importazioni di elettricità in Italia sono in massima parte da fonti rinnovabili

Nonostante la litania secondo cui l’Italia importa elettricità nucleare dall’estero, le quantità effettivamente da nucleare sono assai piccole. Nel 2009 l’Italia ha importato il 14,7 per cento dell’elettricità consumata e gran parte di questa è certificata da fonti rinnovabili; in totale solo una quota dell’1,5 per cento del totale immesso in rete è di importazione da nucleare.

Il GSE (gestore del Sistema Elettrico) pubblica ogni anno l’origine dell’elettricità distribuita in Italia: Visita il sito del GSE

Categorie
Tag