Una scelta planetaria?

Pagina - 2010-12-15
A livello mondiale il nucleare copre solo il 2 per cento del fabbisogno totale di energia (meno dell’idroelettrico) e il 14 per cento della produzione di elettricità. E il suo contributo percentuale è in costante diminuzione e sempre più lo sarà.

Il nucleare è una fonte in declino

A. Nel mondo il nucleare produce meno dell’idroelettrico

Secondo i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), nel 2008 il nucleare ha prodotto nel mondo 2.731 miliardi di kWh (TWh), abbastanza meno dell’idroelettrico che invece ha prodotto 3.288 TWh. Il nucleare, come l’idroelettrico, produce solo elettricità. E l’elettricità rappresenta solo una parte degli usi finali di energia. Solo grazie a una convenzione statistica, che mette nel calcolo anche il calore di scarto dalle centrali nucleari, la quota del nucleare sale al 5,8 per cento contro il 2,2 per cento dell’idroelettrico, che di fatto produce il 20 per cento di elettricità in più rispetto al nucleare!

B. La quota relativa del nucleare è in declino costante

Nel 1999 il contributo del nucleare alla produzione globale di elettricità era del 17,2 per cento, mentre nel 2008 era sceso al 13,5 per cento. Nel 1999 la produzione globale era di 2.538 TWh, solo lievemente inferiore a quella del 2008

C. Per mantenere costante la potenza installata andrebbe costruito un reattore al mese

Il declino del nucleare è stato analizzato da un recente rapporto commissionato dal Ministero dell’ambiente tedesco (Schneider e altri, Nuclear Status Report 2009). Lo studio analizza, reattore per reattore, le date stimate della chiusura e, anche ammettendo che tutti i reattori arrivino a quarant’anni di vita utile (oggi è di venticinque anni), per mantenere costante la potenza attualmente installata nel periodo 2015-2020 bisognerebbe costruire 170.000 MW di reattori. Anche ammettendo siano tutti EPR (quelli più grandi) bisognerebbe mettere in linea un reattore ogni trentatre giorni. E, anche ammettendo che qualcuno abbia la bacchetta magica per quest’impresa, visti i ritardi e i costi registrati nei cantieri EPR in Francia e Finlandia (gli unici in funzione…), con una potenza costante il contributo relativo del nucleare continuerebbe a scendere, dato l’aumento dei consumi previsti.

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