Oceano ai Poli

Artico e Antartide: le loro lande nevose, le loro acque gelate, sono l’ultimo esempio che resta, il più puro, di vita selvaggia sul Pianeta Terra e sono indispensabili al funzionamento dell’unico Pianeta che abbiamo.

Mentre l’Artico è stato abitato per millenni da popoli che si sono adattati alle difficili condizioni della vita tra i ghiacci, l’Antartide solo da poco tempo ha cominciato a “ospitare” prima cacciatori (di foche e balene), poi esploratori, scienziati e turisti… più di recente. Entrambi i Poli, e i loro oceani, ospitano una vita selvaggia in grado di resistere a condizioni ambientali estreme. Le acque polari forniscono alimentazione ricchissima a uccelli e a quel che resta delle popolazioni di mammiferi marini, compresa la maggior parte delle ultime grandi balene.

Oggi troppi fattori ormai hanno un effetto globale sul funzionamento di tutto il Pianeta e non risparmiano neanche i Poli: dal cambiamento climatico in rapida accelerazione, alla rapida industrializzazione, fino al consumo incontrollato delle risorse globali.

I Poli sono indicatori dello stato di salute del nostro Pianeta e ci mandano un allarme molto chiaro: stiamo compromettendo la capacità della Terra di sostenere la vita come la conosciamo. È già troppo tardi per evitare effetti profondi e negativi sugli ecosistemi polari. Siamo ancora in tempo, però, per evitare ulteriori impatti, mettendo un freno all’espansione delle flotte pescherecce, all’industria estrattiva di combustibili fossili (petrolio, gas, ma anche carbone) e alle altre minacce che rischiano di completare il saccheggio e la contaminazione della nostra ultima frontiera selvaggia.

Le riserve marine sono la migliore soluzione possibile per entrambi i Poli.

Gli ultimi aggiornamenti

 

25 attivisti di Greenpeace con le bandiere

Immagine | 16 giugno, 2004 a 1:00

25 attivisti di Greenpeace con le bandiere dei 25 Stati della nuova Europa hanno presidiato l’hotel del summit con il messaggio "Ascoltate i consumatori: No agli Ogm nel nostro cibo, nei mangimi e nei campi".

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Rapporto spadare 2004 – L'infausto ritorno delle spadare italiane

Pubblicazione | 8 giugno, 2004 a 0:00

Questo rapporto si basa su osservazioni fatte a giugno del 2004 da Greenpeace nei porti della Sardegna sud occidentale [ Isola di S.Antioco, porti di S.Antioco e Calasetta, e porto di Teulada ] e documenta la ripresa delle attività delle spadare...

Una trentina di attivisti di Greenpeace mentre

Immagine | 14 maggio, 2004 a 1:00

Una trentina di attivisti di Greenpeace mentre occupano lo stabilimento di Ancona della Cereol, uno dei principali impianti dove viene trasformata soia in Italia.

Una trentina di attivisti di Greenpeace mentre

Immagine | 14 maggio, 2004 a 1:00

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Immagine | 14 maggio, 2004 a 1:00

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Immagine | 14 maggio, 2004 a 1:00

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