Le vecchie Rainbow

Pagina - 18 novembre, 2010
Verso la fine del 1977 Greenpeace, con l'aiuto del WWF, acquista una imbarcazione europea, il peschereccio "Rainbow Warrior".

Il nome deriva da una profezia degli indiani d'America. Secondo questa profezia la Terra sarebbe stata un giorno depredata di tutte le risorse, i fiumi avvelenati e i cervi sarebbero morti a migliaia. Ma poco prima che fosse troppo tardi gli indiani avrebbero recuperato il loro spirito e insegnato a tutti gli uomini del mondo il rispetto per la Terra. Insieme sarebbero diventati i "Guerrieri dell'Arcobaleno" [ Rainbow Warriors in inglese ].

La "Rainbow Warrior", originariamente chiamata Sir William Hardy, era stata costruita nel 1955. Lunga 43,92 metri e larga 8,42, è stata la prima nave a doppia alimentazione [ diesel e elettrica ] costruita in Gran Bretagna.

Il 10 luglio del 1985 la "Rainbow Warrior" viene affondata dai servizi segreti francesi in Nuova Zelanda, nel tentativo di fermare le proteste contro i test nucleari nel Pacifico. Il bombardamento, in cui perde la vita il fotografo Fernando Pereira, provoca una forte indignazione pubblica in tutto il mondo. (link affondamento della RW).

LA RAINBOW WARRIOR II

Nel 1987 Greenpeace acquista una nuova Rainbow Warrior, una nave fornita di vele comandate meccanicamente per risparmiare carburante. Costruita nel 1957, la nuova Rainbow è lunga 55,20 metri e larga 8,54. La sua velocità di crociera è di 10 nodi. La nave ha spazio sufficiente per un equipaggio di 30 persone e può navigare ininterrottamente per 30 giorni. La nave viene varata ad Amburgo il 10 luglio 1989: dopo due anni di lavori e riparazioni è pronta per lottare contro i crimini ambientali.

Negli anni, la Rainbow Warrior viene onorata della presenza di persone famose, capi religiosi, famiglie reali e gruppi rock. Aiuta a trasferire la popolazione di un’isola dell’Oceano Pacifico che era stata contaminata dalle radiazioni, presta soccorso alle vittime dello Tsunami del 2004 nel Sud-Est asiatico e naviga contro la caccia alle balene, il riscaldamento globale e molti altri crimini contro l’ambiente in ogni parte del mondo.

Storico l’impegno della Rainbow Warrior nella lotta contro i test nucleari nel Pacifico.  Nel 1995 prende parte alla "flotta della pace" per protestare a Mururoa. Commandos francesi abbordano e occupano la nave nelle acque territoriali della Polinesia francese il primo settembre, danneggiandone gravemente le strutture. Ma “non si può affondare un arcobaleno” e alla fine la Rainbow Warrior vince: nel 1996 si pone fine ai test nucleari nel Pacifico.

Dopo 22 anni, la Rainbow Warrior II è stata donata alla ong del Bangladesh, Friendship, che la userà come nave ospedale per prestare cure mediche ad alcune delle comunità più povere del Bangladesh e della Baia di Bengal.

Scheda tecnica

  • Porto di registrazione: Amsterdam, Olanda
  • Data di inizio attività di noleggio: 1987
  • Numero di letti: 28
  • Tender: 1 gommone rigido con motore fuoribordo (RIB) e 4 gommoni gonfiabili
  • Tipo di nave: Motor Sailer - Schooner con motori di propulsione
  • Indicativo di chiamata: PC 8024
  • Costruzione: 1957 da Cochrane & Sons, Selby, Regno Unito
  • Stazza lorda: 555
  • Lunghezza: 55.20 m
  • Larghezza: 8.54 m
  • Immersione: 4.6 m
  • Velocità massima: 12 nodi (2 motori, 3000 litri al giorno)
  • Motori: 2 Diesel - Deutz M.W.M. 2 x 6 cilindri, 2 x 500kW
  • Velocità di navigazione a vela: 5-7 nodi
  • Superficie velica: 650 m2
  • Altezza massima alberi dall’acqua: 41 m

Testimonianze

Stephanie Mills, la portavoce di Greenpeace a bordo della nave nel 1995 di ritorno da Moruroa:

“Sono le 6 di mattina del 10 luglio 1995, il decimo anniversario del bombardamento della prima Rainbow Warrior.

Dopo essere entrati nella zona d'esclusione di 12 miglia intorno all’atollo di Moruroa, dei commando prendono d’assalto la Rainbow Warrior e cominciano a rompere le finestre e a gettare gas lacrimogeni sul ponte.

Non appena lo skipper ferma i motori e l’equipaggio si dirige verso il ponte inferiore la Rainbow Warrior viene speronata da un rimorchiatore francese provocando un buco nello scafo, fortunatamente sopra il livello dell’acqua.

Sono nella stanza dove c’è la radio quando un gruppo di commando prendono a sprangate la porta e gettano altri gas lacrimogeni dal buco. Annaspando per mancanza di ossigeno, riesco a scappare attraverso l’oblò insieme all’operatore radio, Thom Looney e all’attivista Jean-Luc Thierry.

Veniamo prelevati di forza dalla Rainbow Warrior e sottoposti a un interrogatorio prima di essere riportati sulla nave e scortati fino alle acque internazionali.”

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