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25 gennaio 2013
La "vera" bolletta di Enel nelle case degli italiani

A partire da oggi e per tutto il weekend attivisti “postini” in tutta Italia recapiteranno a casa di 100 mila famiglie la “vera” bolletta di Enel, quella sporca di carbone, la fonte più dannosa per il clima e la nostra salute.

Le “bollette sporche” realizzate da Greenpeace mostrano ai cittadini quanto costa realmente – in termini economici e sanitari - la produzione elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano. Queste bollette sono state recapitate dai volontari anche presso le sedi dei partiti e dei comitati attivi in queste settimane di campagna elettorale. Perché si parla molto della crisi economica che attanaglia il Paese, ma nessuno parla di un’azienda controllata in maggioranza dallo Stato, che con il carbone provoca all’Italia quasi due miliardi di danni ogni anno. Per non parlare dei danni sanitari: le centrali a carbone Enel causano una morte prematura al giorno in Italia.

È ora che la politica si assuma qualche responsabilità: è il Governo, a nominare il management Enel. E noi chiediamo che il prossimo esecutivo azzeri i vertici attuali, già responsabili del piano nucleare, e cambi radicalmente la rotta dell’azienda.

I dati pubblicati da Greenpeace sulle centomila “bollette sporche” sono estratti da uno studio che abbiamo commissionato all’istituto di ricerca indipendente SOMO. I dati principali - in riferimento alle emissioni del 2009 - stimano i danni della produzione termoelettrica a carbone di Enel in 1,8 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime); e misurano gli impatti sanitari, in termini di mortalità prematura, in 366 casi di morte attesi. Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro – progetti che l’azienda porta avanti da anni - costerebbe fino a 95 ulteriori casi di morti premature l’anno e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro l’anno.

Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti italiani. È una vera e propria tassa. Se si dividono i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle famiglie italiane, si scopre che la scelta di quella fonte energetica costa circa 75 euro l’anno a nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il clima, non fanno ammalare le persone e sostengono invece occupazione, crescita e ambiente.

Chiediamo a Enel di dimezzare la produzione elettrica da carbone da qui al 2020 e di portarla a zero al 2030, investendo contemporaneamente in fonti rinnovabili per compensare la perdita di produzione.

Su www.IoNonViVoto.org, più di 45 mila cittadini l’hanno già fatto sapere ai candidati politici: non voteranno chi non si impegnerà a contrastare le fonti energetiche fossili e a promuovere le fonti rinnovabili. Tra i politici che hanno risposto a Greenpeace e ai cittadini Vendola, Di Pietro, Maroni, Puppato e Bonelli si sono detti favorevoli a cambiare i vertici di Enel.

È possibile scaricare la “bolletta sporca” al seguente link: bit.ly/BollettaSporca