<rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>News</title><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/</link><description>Tutte le news in tempo reale</description><language>it-it</language><copyright>(c) 2013, Greenpeace</copyright><lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 06:07:20 +0200</lastBuildDate><ttl>5</ttl><category>altro/energia e clima/foreste/inquinamento/nucleare/oceani/ogm</category><item><guid isPermaLink="false">8d788a2d-5836-4981-b943-ebcaee6391fd</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Sostieni-chi-pesca-sostenibile-tour---sullArctic-Sunrise-a-Trapani/</link><title>“Sostieni chi pesca sostenibile” tour - sull'Arctic Sunrise a Trapani</title><description>Il passaggio della lanterna tra il pescatore sloveno Matjaz e l'italiano Nino, simbolo della fratellanza che unisce i pescatori artigianali europei. L'artista Massimo Catalani che trasforma l'Arctic Sunrise in una sposa insieme a tanti bambini che sul velo bianchissimo disegnano pesci colorati per ripopolare il mare. La mostra fotografica sulla pesca sostenibile, esposta sulla banchina del porto di Trapani. E le tantissime persone pronte a salire a bordo per visitare la nave e conoscere il suo equipaggio.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Inizia oggi la tappa italiana del tour europeo “Sostieni chi pesca sostenibile” a sostegno dei pescatori artigianali. Tantissime le attività in programma per i giorni 25, 26 e 27 aprile, &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2013/mare/invito-stampa-sostieni-chi-pesca-sostenibile.pdf"&gt;&lt;strong&gt;scoprile qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. E per tutte le persone che non potranno raggiungere l'Arctic Sunrise in Sicilia, sul sito &lt;a href="http://myboat.gp/it/"&gt;http://myboat.gp/it/&lt;/a&gt; è possibile prendere parte al tour virtualmente, creando la propria barchetta online.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Arctic Sunrise è partita il 18 marzo dalla Romania. Ha già visitato Bulgaria, Grecia, Croazia e Slovenia. Dopo l'Italia proseguirà per raggiungere Spagna, Francia e Gran Bretagna con un solo obiettivo: &lt;strong&gt;portare il messaggio dei pescatori sostenibili a Bruxelles dove si sta decidendo della nuova Politica Comune della Pesca.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo far arrivare la voce dei pescatori artigianali ai rappresentanti dell'Unione europea incaricati di decidere della pesca in Europa. Se a Bruxelles non verranno prese misure capaci di favorire una gestione sostenibile delle risorse ittiche, questi pescatori scompariranno per sempre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia le imbarcazioni appartenenti al sistema della "&lt;strong&gt;piccola pesca&lt;/strong&gt;" sono quasi novemila, pari al &lt;strong&gt;66,4 per cento&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;della flotta nazionale&lt;/strong&gt;. Un settore importante che dà lavoro a oltre &lt;strong&gt;14 mila addetti&lt;/strong&gt;, circa la metà del totale dei pescatori italiani e che rischia di scomparire. La Sicilia è la Regione ove questa flotta è tra le più importanti. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, i nostri mari si stanno svuotando. &lt;strong&gt;Le risorse del Mediterraneo sono allo stremo&lt;/strong&gt;, con oltre il 95 per cento delle popolazioni in stato di pesca eccessiva. Queste risorse possono riprendersi solo se la smettiamo di promuovere attività distruttive, dalle &lt;strong&gt;trivellazioni&lt;/strong&gt; alla &lt;strong&gt;pesca industriale&lt;/strong&gt;, e tuteliamo le economie locali, a partire da chi pesca sostenibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;strong&gt;pescatori artigianali europei&lt;/strong&gt; usano &lt;strong&gt;attrezzi selezionati&lt;/strong&gt; a basso impatto ambientale, che &lt;strong&gt;riducono al minimo gli scarti&lt;/strong&gt;, sono i proprietari delle imbarcazioni su cui lavorano, &lt;strong&gt;pescano quanto necessario&lt;/strong&gt; per le loro famiglie e &lt;strong&gt;rispettano i limiti naturali del mare&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unisciti alla nostra flotta su &lt;a href="http://www.myboat.greenpeace.org"&gt;www.myboat.greenpeace.org&lt;/a&gt; e fai sentire la tua voce insieme a quella di chi pesca sostenibile in Europa. &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 25 Apr 2013 13:48:00 +0200</pubDate><category>oceani</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">be8b2374-1ae5-443f-8851-ccd55901156c</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Ce-labbiamo-fatta-SaveTheArctic-conquista-il-Polo-Nord/</link><title>Ce l’abbiamo fatta! #SaveTheArctic conquista il Polo Nord</title><description>Il team Aurora ce l’ha fatta. Renny, Kiera, Josefina, Ezra, insieme alle guide polari, ai fotografi e ai tecnici informatici, hanno raggiunto il punto più a Nord del Pianeta. E hanno mantenuto la promessa: la Bandiera del Futuro e la capsula con tutti i nomi dei "Difensori Artici" è stata piantata a quattro chilometri di profondità sul fondo dell’Oceano.&lt;p&gt;&lt;iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/dkefOuEA5ik" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Siamo riusciti in quest’impresa dopo quasi otto giorni di cammino sui ghiacci artici e non ce l’avremmo mai fatta senza il sostegno di circa tre milioni di persone che hanno firmato su &lt;a title="http://www.savethearctic.org/" href="http://www.savethearctic.org/" target="_blank"&gt;www.SaveTheArcic.org&lt;/a&gt;. Con la nostra bandiera, l’Artico è stato simbolicamente reclamato come patrimonio di tutta l’umanità. &lt;strong&gt;Ora chiediamo ai leader mondiali di istituire un Santuario Globale che protegga l’Artico dalle&amp;nbsp; esplorazioni petrolifere, dalla pesca industriale e dalle guerre. Per sempre.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ezra Miller, l’attore statunitense protagonista del film "Io sono infinito" nel corso della cerimonia ha dichiarato: &lt;em&gt;«Piantando questa bandiera speriamo di ispirare all’azione i giovani di tutto il mondo, così come i loro governi, affinché proteggano l’ultimo paradiso incontaminato del Pianeta. Siamo qui per dire che quest’area dell’Artico non appartiene né a governi né a multinazionali, ma è patrimonio comune dell’umanità e che le compagnie petrolifere non possono metterlo in pericolo».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni anche l’&lt;strong&gt;Arcivescovo Desmond Tutu&lt;/strong&gt; ha espresso il suo appoggio: &lt;em&gt;«Offro il mio appoggio incondizionato a questi giovani che sono arrivati fino al Polo in nome di coloro le cui vite vengono ogni giorno sconvolte dai cambiamenti climatici».&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La spedizione al Polo Nord è terminata ma &lt;a title="http://www.savethearctic.org/" href="http://www.savethearctic.org/" target="_blank"&gt;la campagna SaveTheArctic.org andrà avanti in altre forme, sempre contando sul sostegno di milioni di “Difensori artici”&lt;/a&gt;. Dobbiamo fermare compagnie senza scrupoli come Shell, Gazprom e Statoil che - approfittando dello scioglimento dei ghiacci dovuto al cambiamento climatico – stanno sviluppando programmi per la ricerca di petrolio nel fragilissimo ecosistema artico.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 15 Apr 2013 12:45:00 +0200</pubDate><category>oceani</category><category>energia e clima</category><dc:creator>mgiuglia</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">b3c2f922-3fc1-451e-a076-6a35f4dfc478</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Mappa-interattiva-per-portarti-al-Polo-Nord/</link><title>Pronti per il Polo Nord? Cliccate sulla mappa interattiva</title><description>"Into the Arctic" è la mappa digitale interattiva che abbiamo lanciato per darvi la possibilità di scoprire l’Artico, chi lo minaccia e la nostra spedizione per proteggerlo.&lt;p&gt;&lt;a title="http://www.intothearctic.gp/" href="http://www.intothearctic.gp/" target="_blank"&gt;&lt;img style="vertical-align: middle;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2013/news/mappa.jpg" alt="" width="600" height="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Qui il ghiaccio sta scomparendo più velocemente che mai. E &lt;strong&gt;mentre gli orsi polari sono a rischio, multinazionali senza scrupolo come Shell si affrettano a sfruttare il petrolio nell'Artico&lt;/strong&gt;. A ogni costo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a title="http://www.intothearctic.gp/" href="http://www.intothearctic.gp/" target="_blank"&gt;Fate un salto nell’Artico&lt;/a&gt; ed esplora nella mappa le sue bellezze naturali. Potrete conoscere orsi polari, narvali, trichechi, volpi artiche e le civette delle nevi. E potrete aiutarci a fermare le compagnie petrolifere, unendovi alla campagna &lt;a title="http://www.savethearctic.org/" href="http://www.savethearctic.org/" target="_blank"&gt;SaveTheArctic&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguite la spedizione del nostro team di giovani esploratori con &lt;strong&gt;aggiornamenti in tempo reale, post e tweet geolocalizzati, foto e video&lt;/strong&gt; che testimoniano tutti i progressi del lungo viaggio verso il Polo Nord. &lt;a title="http://www.intothearctic.gp/" href="http://www.intothearctic.gp/" target="_blank"&gt;Cliccate sulla mappa.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 11 Apr 2013 10:33:00 +0200</pubDate><category>energia e clima</category><dc:creator>mgiuglia</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">20831f64-676d-4c9d-9ac4-96c19b6358e0</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Stiamo-perdendo-le-api/</link><title>Stiamo perdendo le api</title><description>Parte oggi la nostra nuova campagna SalviamoLeApi.org. Le evidenze scientifiche sulle conseguenze dei pesticidi più dannosi per gli insetti impollinatori sono chiare. Il nostro rapporto  “Api in declino” mette in evidenza l'importanza sia ecologica che economica di proteggere e mantenere in buone condizioni le popolazioni di api e la necessità di eliminare dalle pratiche agricole i pesticidi che le minacciano.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’eliminazione di tali sostanze è un primo passo cruciale ed efficace per tutelare la salute delle popolazioni di api e per salvaguardare la loro attività di impollinazione, un servizio vitale per la produzione di cibo e per l’ecosistema. &lt;strong&gt;Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali&lt;/strong&gt;: l'Italia e gli altri Paesi europei devono agire per vietare queste sostanze killer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma &lt;strong&gt;la drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull'uso intensivo di prodotti chimici&lt;/strong&gt; per servire gli interessi di potenti multinazionali come Bayer e Syngenta. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l'unica soluzione a lungo termine per salvare le api e l'agricoltura in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;campagna &lt;a href="http://salviamoleapi.org/"&gt;SalviamoLeApi.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; vogliamo promuovere un'agricoltura di stampo ecologico, in grado di produrre alimenti sani riducendo l'uso di sostanze chimiche e fornire habitat sicuri per gli insetti impollinatori domestici e selvatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il drammatico calo complessivo delle api è il risultato di molteplici fattori: malattie e parassiti,cambiamenti climatici, pratiche agricole di stampo industriale. In particolare alcuni pesticidi, fra i quali &lt;strong&gt;i neonicotinoidi, rivestono il ruolo di veri e propri killer nei confronti degli insetti impollinatori.&lt;/strong&gt; Oltre ai fenomeni di intossicazione acuta che portano alla morte immediata delle api, sono molti gli effetti sub-letali legati a questi pesticidi, come ad esempio effetti sulla fisiologia, interferenze con la capacità di approvvigionamento del cibo, problemi d’orientamento e l'impatto sui processi di apprendimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La capacità delle api di resistere a malattie e parassiti sembra essere direttamente influenzata dalla loro esposizione a tali sostanze tossiche, con conseguenze catastrofiche per la salute e la sopravvivenza delle api e degli altri impollinatori naturali. &lt;strong&gt;Senza api sono a rischio interi ecosistemi, l'agricoltura e la produzione alimentare.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greenpeace ha individuato &lt;strong&gt;sette pesticidi che devono essere subito vietati&lt;/strong&gt; a causa della loro tossicità estremamente alta e degli effetti sub-letali e/osistemici sulle api. L'elenco comprende imidacloprid e clothianidin dellaBayer, thiamethoxam della Syngenta, fipronil della Basf e clorpirifos, cipermetrina e deltametrina prodotti da diverse aziende agrochimiche che incamerano profitti significativi&amp;nbsp; dall'uso massiccio di queste sostanze chimiche in agricoltura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Greenpeace i governi europei devono sostenere - come primo passo - il divieto dei tre neonicotinoidi come proposto dalla Commissione europea lo scorso 15 marzo; approvare adeguati piani d'azione a livello europeo per vietare tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri impollinatori; aumentare i finanziamenti per ricerca, sviluppo e applicazione di pratiche agricole ecologiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia i tre neonicotinoiti oggetto delle proposta europea sono già stati sospesi dal 2008 per il trattamento delle sementi. Le stesse sostanze vengono comunque diffuse in ambiente tramite formulazioni differenti (sotto forma di spray per i trattamenti fogliari, e granulare per la geodisinfestazione), e lo stesso avviene per altri insetticidi particolarmente tossici per le api. Anche nel corso del 2012 sono stati registrati spopolamenti di alveari, in particolare in corrispondenza di coltivazioni intensive soggette a trattamenti con pesticidi (come mais, vite e melo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;Per saperne di più sulla nostra campagna, vai su &lt;a href="http://salviamoleapi.org/"&gt;www.SalviamoLeApi.org&lt;/a&gt; e iscriviti alla newsletter. Riceverai aggiornamenti e potrai aiutarci a raggiungere quest'importante obiettivo: proteggere gli insetti impollinatori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 09 Apr 2013 08:20:00 +0200</pubDate><category>ogm</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">b1e4e644-c232-4888-bc33-dbb9af4aaeae</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Sostieni-chi-pesca-sostenibile-Il-tour-dellArctic-Sunrise/</link><title>Sostieni chi pesca sostenibile. Il tour dell’Arctic Sunrise</title><description>Si chiama “Sostieni chi pesca sostenibile”, il tour della nostra storica rompighiaccio “Arctic Sunrise”, a sostegno dei pescatori artigianali d’Europa. E stavolta potrai accompagnarci anche tu, costruendo la tua barchetta virtuale su myboat.gp.&lt;p&gt;&lt;img style="vertical-align: middle;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2013/news/my%20boat.jpg" alt="" width="800" height="533" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’Arctic Sunrise è partita il 18 marzo da Costanza, in Romania e toccherà nove Stati europei. &lt;strong&gt;Tra le tappe in programma anche l’Italia&lt;/strong&gt;, precisamente Trapani e Favignana in Sicilia, dove saremo impegnati in numerose attività aperte al pubblico dal 25 al 27 aprile.&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La pesca eccessiva, l'inquinamento e le perforazioni petrolifere rischiano di svuotare per sempre i nostri mari.&lt;/strong&gt; Torniamo in Sicilia per ribadire il nostro No ad attività distruttive come le trivelle e per promuovere una gestione condivisa delle risorse del mare che tuteli l’ambiente, le economie locali e le attività sostenibili a partire dalla pesca artigianale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo &lt;strong&gt;oggi i pescatori artigianali stanno scomparendo, colpiti dalla crisi delle risorse&lt;/strong&gt; che nel Mediterraneo sono allo stremo, con oltre il 95 per cento delle popolazioni in stato di pesca eccessiva. Queste risorse possono riprendersi se la smettiamo di promuovere la pesca industrializzata e tuteliamo chi pesca sostenibile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi la Politica Comune della Pesca dell’Unione europea è in fase di revisione. Per troppo tempo, con i soldi dei contribuenti europei, &lt;strong&gt;le politiche della Pesca hanno favorito le flotte più grandi e potenti che pescano in modo distruttivo. Vogliamo contribuire a far arrivare la voce della pesca artigianale&lt;/strong&gt; a chi sta decidendo, a Bruxelles, del futuro dei nostri mari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="https://myboat.gp/it/" href="https://myboat.gp/it/" target="_blank"&gt;Puoi unirti a noi firmando su myboat.gp. Dai un nome alla tua barchetta online e chiedi ai tuoi amici di fare lo stesso per creare una flottiglia virtuale&lt;/a&gt;. In questo modo, l’Arctic Sunrise navigherà insieme a migliaia di Difensori del Mare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 29 Mar 2013 12:10:00 +0100</pubDate><category>oceani</category><dc:creator>mgiuglia</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">30b691a5-30e3-423b-b1a6-b1e523c6e8a5</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/La-bandiera-del-futuro-sta-arrivando-nellArtico/</link><title>La bandiera del futuro sta arrivando nell’Artico</title><description>Sette colombe colorate, un fiore rarissimo e una corona di foglie d’ulivo. È questa la bandiera disegnata da una tredicenne della Malesia, Sarah Bartrisyia, e selezionata da Vivienne Westwood, che pianteremo sui fondali del Polo Nord.&lt;p&gt;&lt;img style="vertical-align: middle;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2012/news/flag.jpg" alt="" width="600" height="400" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questa bandiera è stata scelta tra quelle presentate al concorso a cui hanno partecipato ragazze e ragazzi scout da tutto il mondo e che è stato promosso dalla World Association of Girl Guides and Girl Scouts, che ha aderito alla nostra campagna “Save the Arctic”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiettivo del concorso era realizzare una bandiera per simboleggiare la pace, la speranza e l’impegno di quasi 3 milioni di persone che si sono impegnate per la protezione dell’Artico firmando la nostra petizione contro le trivellazioni petrolifere e la pesca eccessiva su &lt;a title="http://www.savethearctic.org/" href="http://www.savethearctic.org/" target="_blank"&gt;www.savethearctic.org&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hanno partecipato alla competizione ragazze e ragazzi da 54 Paesi e alla fine ha vinto Sarah Bartrisyia&lt;/strong&gt;. Sarah ci ha detto che le sette colombe rappresentano i sette continenti e la corona di foglie d’ulivo formata dai ramoscelli che portano nel becco è un simbolo della protezione dell’Artico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bandiera, realizzata in titanio, sarà piantata quattro chilometri sotto lo strato di ghiaccio, insieme a una capsula che contiene 3 milioni di firme dei Difensori dell’Artico. &lt;a title="http://www.savethearctic.org/" href="http://www.savethearctic.org/" target="_blank"&gt;Se tu non hai ancora firmato puoi farlo ora.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento nessun Paese può vantare diritti sulle acque che circondano il Polo Nord ma, grazie allo scioglimento dei ghiacci per il cambiamento climatico, diversi Paesi e multinazionali si stanno muovendo per sfruttare le risorse ittiche dell’Artico e il petrolio. &lt;strong&gt;L’Artico è uno degli ultimi paradisi da salvare del pianeta.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“&lt;strong&gt;La creatività dei giovani è una delle armi più potenti che abbiamo per costruire un futuro migliore&lt;/strong&gt;. La bandiera che ha vinto simboleggia la pace, la speranza e la comunità globale. Sono orgogliosa che stia partendo per il Polo Nord”&lt;/em&gt; ha detto &lt;strong&gt;Vivienne Westwood&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella singolare giuria del concorso anche due artisti scelti tra i nativi canadesi, una guida scout irlandese di 15 anni e una presentatrice tv sino-canadese. &lt;strong&gt;Tra i 18 ragazzi arrivati nella fase finale della selezione anche Alessio Grain, di Camerino (Macerata)&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="vertical-align: middle;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2012/news/alessio.jpg" alt="" width="571" height="380" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tutte queste bandiere verranno portate nella nostra spedizione artica.&lt;/strong&gt; I partecipanti si stanno allenando prima della partenza, visto che dovranno camminare, trascinando una slitta, in condizioni climatiche difficilissime, per 5-10 giorni, coprendo anche una distanza di 100 chilometri al giorno.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 15 Mar 2013 10:04:00 +0100</pubDate><category>oceani</category><category>energia e clima</category><dc:creator>mgiuglia</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">17e9dd92-b79e-4333-82e0-3ef2839bf8d4</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Elezioni-nazionali-2013-ma-di-che-ambiente-si-parla/</link><title>Elezioni nazionali 2013: ma di che ambiente si parla?</title><description>Il Green Deal, caldeggiato dalle associazioni ambientaliste, è entrato nella sensibilità delle forze politiche e delle liste in lizza nelle elezioni nazionali 2013, ma ancora manca la volontà di farne uno dei temi al centro del confronto. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si stenta a dare la giusta rilevanza al messaggio che la gravità della crisi economico-finanziaria del Paese impone una Ri/Conversione ecologica delle scelte di fondo nei settori di energia, trasporti, infrastrutture, agricoltura e tutela e valorizzazione della biodiversità e dei beni culturali. Manca la consapevolezza che la necessità di risparmiare risorse economico-finanziarie e ambientali, non serve a superare solo il declino attuale, ma ad impostare il modello di sviluppo del futuro.Nelle ultime due settimane di campagna elettorale ci attendiamo parole chiare e pubbliche sull'ambiente quale chiave di volta delle scelte economiche e sociali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2013/clima/diario-elettorale-2013.pdf"&gt;&lt;strong&gt;Leggi il Diario Elettorale 2013, che oggi pubblichiamo insieme a sette tra le più importanti associazioni ambientaliste (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Legambiente,Touring Club Italiano, WWF). Il prossimo ciclo di incontri prevede: il 19 febbraio un confronto con il segretario federale della Lega Nord Padania, Roberto Maroni, mentre attendiamo risposta - alla richiesta di incontro inviata lo scorso 22 gennaio - da Silvio Berlusconi, presidente Pdl, Gianfranco Fini, presidente Fli, Pierferdinando Casini, leader dell'Udc.&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 11 Feb 2013 14:59:00 +0100</pubDate><category>altro</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">fb7bc3ff-b98c-43b0-9928-ba02c6364ee9</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/App-dice-addio-alla-deforestazione-Vittoria-per-le-foreste-indonesiane/</link><title>APP dice addio alla deforestazione. Vittoria per le foreste indonesiane!</title><description>Ce l'abbiamo fatta, grazie all'impegno di tante organizzazioni e alla tenacia dell'opinione pubblica. Dopo un decennio fatto di inchieste, richieste congiunte e negoziati, il colosso cartario indonesiano APP ha detto addio alla deforestazione. È una vittoria storica per le foreste pluviali dell'Indonesia, le popolazioni che le abitano e tutto il Pianeta. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La nuova "&lt;strong&gt;Politica di Conservazione forestale&lt;/strong&gt;" pubblicata oggi da APP sancisce un cambiamento epocale per il futuro delle foreste in Indonesia. &lt;strong&gt;Ma deve essere applicata sul serio!&lt;/strong&gt; E proprio in tal senso monitoreremo da vicino i progressi dell'azienda.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le foreste pluviali indonesiane sono un habitat vitale per specie in via di estinzione come la&lt;strong&gt; tigre di Sumatra&lt;/strong&gt; e rappresentano l'unica casa per migliaia di &lt;strong&gt;comunità indigene&lt;/strong&gt;. Per proteggerli in questi anni abbiamo condotto una &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/app-gioca-a-ramino-ma-e-quello-illegale-/"&gt;&lt;strong&gt;campagna di indagine sulle pratiche illegali di APP&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; che ha portato alla luce la lunga e controversa storia ambientale dell'azienda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi abbiamo denunciato i brand direttamente e indirettamente coinvolti, colpevoli dell'uso di cellulosa APP per la &lt;strong&gt;carta&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;packaging&lt;/strong&gt;. E grazie alla pressione dell'opinione pubblica, numerosi &lt;strong&gt;marchi globali&lt;/strong&gt; hanno sospeso ogni rapporto commerciale con il colosso indonesiano eliminando la deforestazione dalle loro filiere produttive. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più di 100 aziende si sono mosse, tra queste &lt;strong&gt;Adidas, Kraft, Mattel, Hasbro, Nestlé, Carrefour, Staples e Unilever&lt;/strong&gt;. In Italia, grazie alla &lt;a href="http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/salvaforeste/"&gt;&lt;strong&gt;campagna "Salvaforeste"&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; rivolta al mondo dell'editoria, il 65 per cento circa&amp;nbsp; del &lt;strong&gt;mercato editoriale italiano&lt;/strong&gt; si è dotato di politiche di acquisto della carta a &lt;strong&gt;Deforestazione Zero&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impegno di APP arriva in un momento cruciale: i due anni di &lt;strong&gt;moratoria sulla deforestazione&lt;/strong&gt; decretati dal presidente &lt;strong&gt;Yudhoyono&lt;/strong&gt; nel 2011, infatti, scadranno a maggio di quest'anno. Lo stesso governo indonesiano ha anche riconosciuto che la produzione di cellulosa, carta e olio di palma rientra tra le principali cause della deforestazione in Indonesia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo &lt;strong&gt;chiediamo al governo di sfruttare l'impegno preso da Asia Pulp &amp;amp; Paper per rafforzare ed estendere la moratoria sulla deforestazione&lt;/strong&gt;, a partire dalla revisione di tutte le concessioni forestali esistenti. Rafforzando le leggi forestali, il governo aiuterà multinazionali come APP ad attuare politiche di conservazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APP, parte del gruppo Sinar Mas, è uno dei due produttori mondiali di cellulosa e carta in Indonesia che si è rifornita di fibre provenienti dalla foresta pluviale per i suoi prodotti, utilizzati dai marchi domestici di tutto il mondo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Greenpeace ha oggi scritto al CEO di APRIL (Asia Pacific Resources International), il secondo più grande produttore di cellulosa e carta dell'Indonesia, per chiedere quando la sua azienda prevede di assumere un impegno simile per mettere la parola fine al crimine della deforestazione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 05 Feb 2013 14:33:00 +0100</pubDate><category>foreste</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">2f3452ee-939f-47bc-9303-cfd643b83260</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Victoria-s-Secret-Ora-ha-meno-segreti/</link><title>Victoria 's Secret? Ora ha meno segreti!</title><description>Nuovo successo per “Detox”, la nostra campagna che chiede alle aziende della moda l’eliminazione degli scarichi delle sostanze tossiche dalla propria filiera entro il 2020. Arriva finalmente anche l’impegno di “Limited Brands”, proprietaria dei noti marchi di biancheria intima “Victoria 's Secret” e “La Senza”.&lt;p&gt;&lt;img style="vertical-align: middle; margin: 2px;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2012/news/victoria%20secret.jpg" alt="" width="600" height="393" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un &lt;a href="http://www.greenpeace.org/international/en/publications/Campaign-reports/Toxics-reports/Big-Fashion-Stitch-Up"&gt;recente rapporto di Greenpeace&lt;/a&gt; aveva rivelato la presenza di ftalati nei capi di biancheria di “Victoria 's Secret” venduti negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Limited Brands” è la quattordicesima azienda ad assumere un &lt;a href="&amp;lt;a href="&gt;impegno credibile&lt;/a&gt; e la prima a garantire la &lt;strong&gt;totale eliminazione dei pericolosi ftalati dai propri prodotti&lt;/strong&gt;, impegnandosi alla stipula di contratti con fornitori che utilizzano formulazioni chimiche prive di questi composti pericolosi entro giugno 2013. Ci assicureremo che all’ambizioso impegno dell’azienda seguano azioni concrete.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come primo passo, “Limited Brands” fornirà entro la fine del 2013 i dati sulle sostanze tossiche scaricate dall’’80 per cento della sua intera catena di approvvigionamento, incrementando il &lt;strong&gt;processo di trasparenza che è in atto nel settore grazie alla campagna “Detox”&lt;/strong&gt;. Questo garantirà alle comunità locali in tutto il mondo, colpite sempre più duramente dall’inquinamento delle risorse idriche, il diritto di sapere cosa viene scaricato nei corsi d’acqua.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;“La nostra azienda&amp;nbsp; è consapevole che l’accesso all’acqua pulita è un problema globale ed è orgogliosa di unirsi a Greenpeace nella sua campagna per eliminare il rilascio di sostanze chimiche pericolose"&lt;/em&gt; ha dichiarato &lt;strong&gt;Sam Fried, vicepresidente esecutivo di “Limited Brands”&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt; che ha anche fornito una data precisa anche per l’eliminazione dei PFC (perfluorocarburi), impegnandosi a un divieto totale entro luglio 2015. Questo varrà per tutti i marchi “Limited Brands” e per tutti i prodotti distribuiti in circa 3.000 negozi in tutto il mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla campagna&amp;nbsp; “Detox” hanno aderito finora tantissimi marchi globali della moda. &lt;strong&gt;Cosa aspettano gli altri a impegnarsi per una moda libera da sostanze tossiche?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SCOPRI LE MARCHE DETOX:&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Puma, Nike, H&amp;amp;M, Adidas, Li Ning, M&amp;amp;S, C&amp;amp;A, Zara (Inditex), Mango, Esprit, Levi’s, Uniqlo (Fast Retailing), Benetton, Victoria’s Secret (Limited Brands), G-Star, Valentino, Coop Svizzera&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 24 Jan 2013 14:22:00 +0100</pubDate><category>inquinamento</category><dc:creator>dchiuchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">f6e7b501-e53b-4fd5-9eff-c88599df75cd</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Finalmente-jeans-puliti-Anche-Levis-dice-si-a-Detox-/</link><title>Finalmente jeans puliti! Anche Levi's dice sì a Detox </title><description>Ce l'abbiamo fatta. Levi's, la prima marca di blue jeans al mondo, eliminerà ogni sostanza pericolosa dalla sua filiera di produzione e dai suoi prodotti entro il 2020.&lt;p&gt;Una vittoria resa possibile grazie agli oltre &lt;strong&gt;200 mila consumatori&lt;/strong&gt; che in soli sette giorni hanno firmato la nostra petizione online e alle &lt;strong&gt;decine di migliaia di persone&lt;/strong&gt; che &lt;strong&gt;sono entrate in azione su Facebook e Twitter&lt;/strong&gt; e agli attivisti che hanno protestato pacificamente fuori dei negozi Levi's in oltre &lt;strong&gt;80 città&lt;/strong&gt; di tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Levi's&lt;/strong&gt; si unisce a &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/detox-zara/"&gt;&lt;strong&gt;Zara&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;Mango&lt;/strong&gt; ed &lt;strong&gt;Esprit&lt;/strong&gt; per garantire ai consumatori una &lt;a style="color: #66cc00;" href="http://www.greenpeace.org/italy/Templates/Planet3/Pages/CustomPage.aspx?id=331865"&gt;&lt;strong&gt;moda libera da sostanze tossiche.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'azienda si impagna subito a chiedere a 15 dei suoi maggiori &lt;strong&gt;fornitori in Cina, Messico e altri Paesi in via di Sviluppo&lt;/strong&gt;, di rendere noti i dati del loro inquinamento, al più tardi entro giugno 2013. Seguiranno altri 25 fornitori principali, entro la fine del 2013. Queste informazioni permetteranno a chi vive nei pressi delle fabbriche di conoscere il reale stato di salute delle proprie &lt;strong&gt;risorse idriche&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non solo, &lt;strong&gt;Levi's eliminerà entro il 2015 i PFC&lt;/strong&gt; (composti perfluorinati) alcuni dei quali sono persistenti, cancerogeni e con effetti su sistema nervoso, sistema endocrino, accrescimento e sviluppo. Levi's si è anche impegnata a fare da leader nel settore, promuovendo l'adozione di alternative non pericolose entro il 2015.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marchio dei jeans più famoso al mondo ha dimostrato che cambiare è possibile. &lt;strong&gt;Cosa aspettano Calvin Klein, Gap e Victoria's Secret? &lt;a href="https://sostieni.greenpeace.it/sostieni.php?PROC=XXONLWBCT"&gt;Noi continueremo a portare avanti la nostra campagna per convincerli ad abbandonare le sostanze tossiche e, con il tuo aiuto, questa speranza potrà diventare realtà.&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;campagna Detox&lt;/strong&gt; chiede alle marche della moda di impegnarsi a non rilasciare, entro il 2020, sostanze chimiche pericolose nell'ambiente, e a chiedere ai fornitori di rendere note alle comunità locali circostanti gli impianti di produzione le quantità di tali sostanze rilasciate negli scarichi in acqua.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://levistrauss.com/sites/levistrauss.com/files/librarydocument/2012/12/levi-strauss-greenpeace-detox-solution-commitment-12-dec-2012.pdf"&gt;&lt;strong&gt;Leggi l'impegno di Levi's.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 13 Dec 2012 13:57:00 +0100</pubDate><category>inquinamento</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">da4f3220-b096-496e-b265-3f5fe96887aa</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/I-piu-colpiti-dal-carbone-di-Enel-sono-i-bambini/</link><title>I più colpiti dal carbone sono i bambini!</title><description>In occasione del processo che parte oggi a Brindisi e vede imputati 13 dirigenti Enel della centrale Federico II, sveliamo il mistero dei manifesti anonimi comparsi da alcuni giorni negli spazi affissivi della città, dove accanto all’immagine della centrale Enel di Cerano si leggeva: “Sono in arrivo nuovi filtri per le centrali a carbone della tua città”. Oggi su quegli stessi spazi  ci sono nuovi manifesti, stavolta a firma Greenpeace, dove compare la stessa centrale accanto ai primi piani di alcuni bambini di Brindisi con la scritta  “Le centrali a carbone della tua città hanno nuovi filtri. I polmoni di…” e il vero nome del minore ritratto, di cui si specifica l’età.&lt;p&gt;&lt;img style="vertical-align: middle;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2012/news/_MG_2551.jpg" alt="" width="582" height="387" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In calce alle foto, poi, il seguente messaggio: “Deficit nello sviluppo neonatale, deficit polmonari, malattie respiratorie, asma infantile, disordini dello sviluppo, patologie neuronali, cancro. Gli 84 inquinanti emessi da una centrale a carbone hanno molti effetti sui tuoi figli, ma una sola soluzione: fermare il carbone”. L’obiettivo di questa campagna è richiamare l’attenzione su un dato che non dobbiamo dimenticare: &lt;strong&gt;gli impatti sanitari delle centrali a carbone di Brindisi, come quelli di qualsiasi impianto alimentato con la stessa fonte, sono enormi; e la popolazione più esposta a quei mali sono i bambini, spesso colpiti dagli inquinanti già prima di nascere&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’&lt;strong&gt;Agenzia Europea per l’Ambiente&lt;/strong&gt; ha segnalato nel 2011 la centrale Enel di Brindisi come il sito industriale più inquinante d’Italia. Secondo l’Agenzia dell’UE le emissioni di quell’impianto (in riferimento ai dati del 2009) determinano una mortalità prematura stimabile in 119 casi l’anno. A questi andrebbero sommati gli impatti dell’impianto di Brindisi Nord di Edipower, che ha appena ottenuto una nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per tornare a lavorare a pieno regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In riferimento alla popolazione di Brindisi, uno studio del 2011 - realizzato dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Lecce e di Pisa con l’Unità operativa di Neonatologia dell’ospedale Perrino di Brindisi, la Asl di Brindisi e l’Università di Pisa - segnala un &lt;strong&gt;eccesso nelle patologie neonatali riscontrate nel capoluogo pugliese del 18% rispetto alla media europea&lt;/strong&gt;, con uno scarto che raggiunge quasi il 68% in riferimento alle patologie congenite cardiovascolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chiediamo un progressivo abbandono, entro il 2030, del carbone&lt;/strong&gt;: una fonte energetica fortemente dannosa per la salute e la più impattante sul clima globale. &lt;br /&gt;Oltre allo stop ai nuovi progetti di centrale a carbone è assolutamente evidente che gli impatti di questa fonte sporca non sono più tollerabili e che è necessario da subito ridurre la produzione di elettricità da carbone che va progressivamente abbandonata. Esistono tutte le condizioni per un dimezzamento entro il 2020 e un azzeramento entro il 2030.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ringraziamo i bambini di Brindisi e i loro genitori&lt;/strong&gt; che, in nome della salute e dell’ambiente, ci hanno permesso di realizzare questa campagna di sensibilizzazione. Grazie, inoltre, al &lt;strong&gt;comitato&amp;nbsp; “Mamme No al Carbone”&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 12 Dec 2012 10:07:00 +0100</pubDate><category>energia e clima</category><dc:creator>mgiuglia</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">086c09fe-98d5-429d-aeab-34cf763005fb</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Nessuna-festa-per-Enel-il-suo-carbone-uccide/</link><title>Nessuna festa per Enel, il suo carbone uccide</title><description>120 attivisti stanno protestando pacificamente in Piazza del Popolo a Roma, dove Enel ha allestito un “museo” multimediale dell’energia per festeggiare i suoi 50 anni. Davanti alla struttura abbiamo deposto più di 360 sagome con questo messaggio: “Il carbone di Enel causa 366 morti premature l’anno in Italia”.&lt;p&gt;&lt;img style="vertical-align: middle; margin: 2px;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2012/news/010_MG_2433_web.jpg" alt="" width="800" height="533" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo uno &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2012/clima/Enel-Il-carbone-costa-un-morto-al-giorno.pdf"&gt;studio realizzato dall’istituto indipendente olandese SOMO&lt;/a&gt; 366 sono i casi di morte prematura determinati annualmente dalle emissioni delle centrali a carbone di Enel in Italia. Questi dati fanno riferimento alle emissioni del 2009, anno in cui la produzione da carbone dell’Enel era significativamente più bassa di oggi. L’azienda, lo scorso anno, con la fonte più dannosa per la salute e per il clima ha realizzato, in Italia, il 41% della sua produzione elettrica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma &lt;strong&gt;Enel non vuole fermarsi&lt;/strong&gt;. La sua intenzione è realizzare due nuove centrali a carbone e per quella di Porto Tolle è stata appena riavviata la procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale. Utilizzando una metodologia scientificamente validata dell’Università di Stoccarda (EcoSenseWeb) abbiamo calcolato in 85 casi di morte prematura l’anno gli impatti sanitari che la realizzazione di quella centrale determinerebbe secondo le emissioni da progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prospettiva, dunque, è quella di un futuro prossimo in cui una multinazionale da oltre 70 miliardi di fatturato l’anno, attiva in 4 continenti, nel nostro Paese &lt;strong&gt;produrrà energia per oltre il 50% da carbone&lt;/strong&gt;: determinando impatti sanitari quantificabili certamente in oltre 400 casi di morte prematura ogni anno e in un danno economico al Paese che potrebbe superare i 2,5 miliardi di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un bel compleanno, questo di Enel. Nella sua pubblicità, Enel ci ha chiesto per mesi “quanta energia c’è in un attimo”, senza dirci invece &lt;strong&gt;quanta CO2 c’è in un solo secondo: oltre una tonnellata, per limitarci alla sola produzione nel nostro Paese&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre sono in corso i negoziati sul clima di Doha, &lt;strong&gt;chiediamo a Enel di ritirare ogni nuovo progetto di centrale a carbone, di dimezzare la produzione realizzata con quella fonte entro il 2020 e di azzerarla entro il 2030&lt;/strong&gt;. Si risparmierebbe, annualmente, l’emissione di circa 27 milioni di tonnellate di CO2 (cioè più del doppio delle emissioni di Milano, Roma e Torino messe insieme) e danni sanitari, economici e ambientali nell’ordine dei 2 miliardi di euro all’anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto con la campagna &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/iononvivoto/"&gt;www.IoNonViVoto.org&lt;/a&gt; stiamo interpellando i leader politici riguardo il futuro energetico del Paese. &lt;strong&gt;Tra gli impegni richiesti c’è anche quello di rimuovere i vertici di Enel&lt;/strong&gt; (che sono nominati dal Governo) che prima ci hanno provato col nucleare e adesso continuano col carbone. Al momento si sono detti favorevoli a nominare un nuovo management Vendola, Puppato, Di Pietro, Samorì e Maroni.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 06 Dec 2012 08:59:00 +0100</pubDate><category>energia e clima</category><dc:creator>mgiuglia</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">ec5bee6b-00ee-4183-a294-d89b9d573d8e</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/detox-zara/</link><title>Ce l’abbiamo fatta! ZARA eliminerà le sostanze tossiche</title><description>La più grande azienda di moda, Zara, e la sua casa madre Indetex, hanno firmato oggi l'impegno per eliminare le sostanze chimiche pericolose dai loro prodotti lungo tutta la catena di fornitura entro il 2020.&lt;p&gt;Questa vittoria è stata possibile grazie a tutti i &lt;strong&gt;modaioli, fashion blogger, attivisti e le oltre 315mila persone&lt;/strong&gt; che nei giorni scorsi hanno firmato la petizione "Libera Zara dalle sostanze tossiche".&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="vertical-align: middle;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/photos/toxics/2012/GP04CPY.jpg" alt="" width="600" height="399" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Zara è&amp;nbsp; l'ottavo marchio che si impegna a diventare toxic free da quando Greenpeace ha lanciato &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/Templates/Planet3/Pages/DetailPage.aspx?id=263467"&gt;la campagna Detox&lt;/a&gt; nel 2011.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'IMPEGNO:&lt;br /&gt;Inditex richiederà a 20 fornitori di rivelare i valori delle emissioni delle sostanze chimiche pericolose a partire da marzo (e ad almeno 100 fornitori entro la fine del 2013), garantendo a coloro che vivono vicino alle fabbriche tessili il diritto a &lt;strong&gt;ricevere informazioni corrette sugli scarichi di sostanze pericolose nell'ambiente&lt;/strong&gt;, tra cui quelle di &lt;strong&gt;coloranti azoici&lt;/strong&gt; che liberano ammine cancerogene.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Zara rafforzerà il processo di eliminazione degli &lt;strong&gt;alchilfenolestossilati&lt;/strong&gt; dai prodotti e fisserà ulteriori scadenze a breve termine per l'eliminazione delle sostanze chimiche pericolose prioritarie, tra cui i &lt;strong&gt;perfluorocarburi (PFC)&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se la più grande azienda della moda può realizzare vestiti senza sostanze tossiche, non ci sono scuse per gli altri marchi che devono ripulire la loro catena di fornitura. I consumatori di tutto il mondo hanno fatto sentire la loro voce&amp;nbsp; ed è ora per gli altri marchi come Esprit, Gap e Victoria's Secret di ascoltare i loro clienti e sbarazzarsi delle sostanze tossiche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'impegno di Zara&amp;nbsp; è arrivato appena dopo nove giorni dal lancio del rapporto internazionale &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2012/inquinamento/Toxic%20Threads%20report.pdf"&gt;"Toxic Threads: The Big Fashion Stitch-Up"&lt;/a&gt;. Da allora sono state decine di migliaia le azioni su &lt;a title="facebook" href="http://www.facebook.com/GreenpeaceItalia" target="_blank"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e &lt;a href="https://twitter.com/Greenpeace_ITA"&gt;Twitter&lt;/a&gt;, e oltre &lt;strong&gt;700 persone hanno manifestato fuori dai negozi Zara in tutto il mondo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'impegno di Zara ad agire con più trasparenza è una pietra miliare nella produzione tessile&amp;nbsp; e sarà la chiave di volta per convincere gli altri marchi a impegnarsi verso l’azzeramento delle emissioni di sostanze pericolose entro il 2020. Essere fashion senza inquinare è possibile.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 29 Nov 2012 10:00:00 +0100</pubDate><category>inquinamento</category><dc:creator>dchiuchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">f1cc079b-e7ac-4252-b86a-0659518ae21b</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Eco-guida-ai-prodotti-elettronici-Sul-podio-Wipro-HP-e-Nokia--/</link><title>Eco-guida ai prodotti elettronici. Sul podio Wipro, HP e Nokia  </title><description>Pubblichiamo la diciottesima edizione dell'eco-guida ai prodotti elettronici. Buone le prestazioni di Wipro, HP e Nokia. Peggiorano Dell e Apple che si classificano rispettivamente al quinto e sesto posto, mentre per l'ultimo in classifica nessuna novità: è sempre Blackberry RIM. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/inquinamento/Elettronica-verde/eco-guida/"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;Sedici le aziende in classifica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, valutate su tre criteri ambientali: &lt;strong&gt;consumi energetici&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sostenibilità ambientale dei prodotti&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;sostenibilità delle politiche aziendali&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Tanti i miglioramenti ottenuti dal 2006 a oggi, come l'eliminazione delle sostanze pericolose dai prodotti, e tante le cose ancora da migliorare: &lt;strong&gt;le imprese dell'elettronica devono fare di più per porre fine all'uso di energia sporca nel loro ciclo produttivo, una delle cause dei cambiamenti climatici. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prossima grande sfida ambientale per le aziende di elettronica di consumo è&lt;strong&gt; ridurre la produzione di gas serra&lt;/strong&gt;, il che significa prodotti costruiti e alimentati con &lt;strong&gt;energia rinnovabile&lt;/strong&gt;. E in questo senso si è mossa l'azienda indiana Wipro, che fa il suo ingresso nella versione internazionale dell'eco-guida guadagnando il primo posto.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Wipro&lt;/strong&gt; impiega le energie rinnovabili e promuovere delle politiche energetiche verdi in India. È impegnata anche nella raccolta e nel &lt;strong&gt;riciclaggio dei rifiuti da prodotti post-consumo&lt;/strong&gt; e nell'&lt;strong&gt;eliminazione di sostanze pericolose dai propri articoli&lt;/strong&gt;. Un impegno che la rende un punto di riferimento per l'elettronica verde. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nota di merito ai progressi di &lt;strong&gt;Acer&lt;/strong&gt;, produttrice taiwanese di computer, che risale dal nono al quarto posto per gli impegni ambiziosi di&lt;strong&gt; riduzione delle emissioni di gas serra&lt;/strong&gt;, sia nella produzione che nella catena di fornitura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/inquinamento/Elettronica-verde/eco-guida/"&gt;&lt;strong&gt;Male Dell, Apple e Blackberry RIM&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Le prime due perdono posizioni mentre l'azienda produttrice di smartphone resta all'ultimo posto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'eco-guida di Greenpeace non assegna punteggi su prodotti specifici, ma valuta le politiche generali e le pratiche dell'azienda per fornire al consumatore una fotografia della sostenibilità dei più grandi nomi del settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/inquinamento/Elettronica-verde/eco-guida/"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 22 Nov 2012 12:10:00 +0100</pubDate><category>inquinamento</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">b354a444-0e00-4c40-8354-26ab6289c879</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Libera-ZARA-dalle-sostanze-tossiche/</link><title>Libera ZARA dalle sostanze tossiche</title><description>Attento al tuo guardaroba, potrebbe nascondere un piccolo sporco segreto. La campagna Detox lancia oggi il rapporto Toxic Threads - The Fashion Big Stitch-Up e svela i risultati di un’indagine internazionale sui capi d’abbigliamento di 20 catene di moda famose nel mondo. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dalle analisi chimiche su &lt;strong&gt;141 capi d'abbigliamento&lt;/strong&gt; a marchio&lt;strong&gt; ZARA&lt;/strong&gt;, Benetton, Jack &amp;amp; Jones, Only, Vero Moda, Blažek, C &amp;amp; A, &lt;strong&gt;Diesel&lt;/strong&gt;, Esprit, Gap, &lt;strong&gt;Armani&lt;/strong&gt;, H &amp;amp; M, Levi, Victoria 's Secret, &lt;strong&gt;Mango&lt;/strong&gt;, Marks &amp;amp; Spencer, Metersbonwe, &lt;strong&gt;Calvin Klein&lt;/strong&gt;, Tommy Hilfiger e &lt;strong&gt;Vancl&lt;/strong&gt;, abbiamo scoperto che &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/tessuti-tossici/"&gt;&lt;strong&gt;alcuni sono contaminati da sostanze pericolose.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alchilfenoli&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;ftalati&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;nonilfenoli etossilati&lt;/strong&gt;. Sono le sostanze trovate da Greenpeace nei vestiti. Esse possono &lt;strong&gt;alterare il sistema ormonale dell’uomo&lt;/strong&gt; e, in alcuni casi, se rilasciate nell’ambiente, possono &lt;strong&gt;diventare cancerogene&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uso di sostanze potenzialmente tossiche nell’industria tessile non è una novità. Solo &lt;strong&gt;in Cina&lt;/strong&gt;, il più grande fornitore di manufatti tessili anche per le grandi firme occidentali, un terzo della popolazione non ha accesso all’acqua potabile e &lt;strong&gt;l’industria tessile è una delle principali cause di inquinamento.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/zara/"&gt;&lt;strong&gt;Noi crediamo nella moda libera da sostanze tossiche. Se anche tu vuoi essere fashion senza inquinare SCRIVI A ZARA e chiedile di ripulire la propria filiera produttiva.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché proprio ZARA? Perché abbiamo deciso di partire dal più grande. Nei suoi capi abbiamo trovato alte concentrazioni di &lt;strong&gt;NPE &lt;/strong&gt;(composti nonilfenoloetossilati) che possono rilasciare i corrispondenti &lt;strong&gt;nonilfenoli&lt;/strong&gt;, pericolosi perché in grado di alterare il sistema ormonale dell’uomo. Inoltre, quattro dei capi a marchio ZARA risultano contaminati da alti livelli di &lt;strong&gt;ftalati tossici&lt;/strong&gt;, mentre in altri due abbiamo riscontrato tracce di un’&lt;strong&gt;ammina cancerogena&lt;/strong&gt; derivante dai coloranti azoici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I processi di produzione del settore mondiale del tessile utilizzano &lt;strong&gt;sostanze chimiche pericolose&lt;/strong&gt; che viaggiano nei prodotti tessili dai siti di produzione a quelli di consumo. Ad oggi non esistono informazioni sui possibili problemi sanitari per chi indossa questi prodotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In qualità di più grande rivenditore al mondo di abbigliamento, &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/zara/"&gt;&lt;strong&gt;ZARA&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; deve adottare con urgenza un piano ambizioso e trasparente per eliminare le sostanze tossiche dalle sue filiere di produzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Greenpeace chiede ai marchi dell’abbigliamento di impegnarsi ad azzerare l’utilizzo di tutte le sostanze chimiche pericolose entro il 2020 &lt;/strong&gt;- come già hanno fatto alcuni importanti marchi tra cui H&amp;amp;M e M&amp;amp;S - &lt;strong&gt;e di imporre&amp;nbsp; ai loro fornitori di rivelare alle comunità locali i valori di tutte le sostanze chimiche tossiche rilasciate nelle acque dai loro impianti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 20 Nov 2012 12:06:00 +0100</pubDate><category>inquinamento</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">83dbdf27-4ade-435b-aaab-f43d25267a19</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Enel-vuole-censurare-il-nostro-corto-Noi-labbiamo-proiettato-sulla-cupola-dellAuditorium/</link><title>Enel vuole censurare il nostro corto? Noi lo proiettiamo sulla cupola dell’Auditorium</title><description>Ieri sera c’eravamo anche noi al Festival del Cinema di Roma. Sulla cupola centrale dell’Auditorium di Renzo Piano abbiamo proiettato il nostro corto “Uno al giorno” che denuncia lo sporco carbone di Enel. È la nostra risposta alle minacce legali dell’azienda, che ci ha chiesto di ritirare il cortometraggio senza fornire alcuna risposta sui temi affrontati nel video.&lt;p&gt;&lt;img style="vertical-align: middle; margin: 1px;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2012/news/auditorium.JPG" alt="" width="800" height="533" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le immagini del lavoro di &lt;strong&gt;Mimmo Calopresti&lt;/strong&gt;, con &lt;strong&gt;Alessandro Haber&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Paolo Briguglia&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Pino Quartullo&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Sandra Ceccarelli&lt;/strong&gt; e con la&lt;strong&gt; musica dei Subsonica&lt;/strong&gt;, hanno un messaggio chiarissimo: il carbone di Enel, in Italia, è causa di una morte prematura al giorno; il carbone di Enel – che è il maggior emettitore italiano di gas serra, quarto in Europa - distrugge il clima.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/f3gVhLjI9UA" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono anni che tentiamo di aprire un confronto con Enel sulle sue politiche industriali e in particolare sull’uso che l’azienda fa del carbone. &lt;strong&gt;Da Enel abbiamo ricevuto ben poche risposte, mai pertinenti alle nostre domande, e tante carte bollate dai loro legali&lt;/strong&gt;. Enel è un’azienda controllata anche dal nostro Governo, non può continuare a dimostrarsi sorda alle nostre accuse: parliamo della salute dei cittadini e di danni economici ingenti per il Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studio - commissionato da Greenpeace all’istituto di ricerca indipendente SOMO – che applica alle emissioni delle centrali a carbone di Enel una metodologia usata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente - stima che &lt;strong&gt;la produzione a carbone dell’azienda, in Italia, è causa di una morte prematura al giorno &lt;/strong&gt;e provoca danni ambientali, sanitari ed economici per quasi due miliardi di euro l’anno. Che Enel non paga. A livello europeo, gli impatti del carbone di Enel sono ancora maggiori: circa 1.100 casi di morte prematura l’anno e 4,3 miliardi di danni. (&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Enel---Il-carbone-costa-un-morto-al-giorno/"&gt;Leggi il rapporto SOMO&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre quarti della produzione termoelettrica da carbone, nel nostro Paese, sono appannaggio di Enel, che ha in programma la realizzazione di nuovi impianti alimentati con quella fonte.&lt;strong&gt; Chiediamo a Enel la cancellazione dei nuovi progetti, il dimezzamento della produzione elettrica da carbone entro il 2020 e l'azzeramento al 2030&lt;/strong&gt;, con un contestuale sviluppo di fonti rinnovabili e pulite.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 15 Nov 2012 09:25:00 +0100</pubDate><category>energia e clima</category><dc:creator>mgiuglia</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">161c9eae-811a-4ca5-8985-8088fa37c2f9</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/10-anni-fa-iniziava-lagonia-della-petroliera-Prestige1/</link><title>10 anni fa iniziava l'agonia della petroliera Prestige</title><description>Nelle prime ore del pomeriggio del 13 novembre 2002, 10 anni fa, al largo delle coste della Galizia la petroliera monoscafo "Prestige"  lanciava il suo SOS, prima di affondare una settimana dopo, con il suo carico di 77 mila tonnellate di petrolio.&lt;p&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;Quando ci renderemo conto di quanti rischi comporta il trasporto e l'estrazione di petrolio in mare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi inizia in Spagna, a La Coruña, il &lt;strong&gt;processo ai responsabili del disastro.&lt;/strong&gt; I climber di Greenpeace hanno aperto uno striscione di 60 metri quadri sull'edificio di&lt;strong&gt; Expocoruña&lt;/strong&gt;, dove si tiene il processo. Sullo striscione i volti dei responsabili della &lt;strong&gt;marea nera&lt;/strong&gt; e il messaggio "&lt;strong&gt;Dove sono i responsabili?&lt;/strong&gt;", visto che oggi cominciano le dichiarazioni degli imputati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="vertical-align: middle;" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/photos/ocean/2012/SPAIN-GREENPEACE-PRESTIGE0476.jpg" alt="2012-11-13. ACTIVISTAS DE GREENPEACE DESPLIEGAN UNA PANCARTA EN EL JUICIO DEL PRESTIGE CON EL ROSTRO DE LOS RESPONSABLES DE LA MAREA NEGRAGreenpeace señala a los responsables de la catástrofe y pide que se abandone el petróleo porque puede ser sustituido en el sistema energético por renovablesCuatro activistas escaladores de Greenpeace mantienen desplegada una pancarta de sesenta metros cuadrados en Expocoruña (A Coruña), lugar donde se celebra el juicio del Prestige. En la pancarta aparece la imagen de los responsables de la marea negra, Mariano Rajoy, Francisco Álvarez-Cascos, Miguel Arias Cañete, Jaume Matas y Arsenio Fernández de Mesa, junto con el mensaje &amp;quot;Onde están os responsables?&amp;quot; (&amp;quot;¿Dónde están los responsables?&amp;quot;), con motivo del comienzo de las declara.ñlciones de los imputados en el juicio por la marea negra del Prestige. © GREENPEACE HANDOUT/PEDRO ARMESTRE- NO SALES - NO ARCHIVES - EDITORIAL USE ONLY - FREE USE ONLY FOR 14 DAYS AFTER RELEASE - PHOTO PROVIDED BY GREENPEACE - AP PROVIDES ACCESS TO THIS PUBLICLY DISTRIBUTED HANDOUT PHOTO TO BE USED ONLY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE" width="555" height="370" /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La marea nera colpì quasi&amp;nbsp; duemila chilometri di costa spagnola&lt;/strong&gt;, grazie alle carenze di responsabilità del trasporto marittimo che ancora oggi continua a proteggere gli interessi dell'industria petrolifera, gli errori e le negligenze istituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greenpeace ha pubblicato il rapporto "&lt;a href="http://www.greenpeace.org/espana/Global/espana/report/cambio_climatico/gp_forcedtofaceanotherPrestige_exsumm.pdf"&gt;&lt;strong&gt;Un altro Prestige è possibile&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;" che racconta i principali &lt;strong&gt;errori&lt;/strong&gt; commessi nella &lt;strong&gt;gestione del disastro&lt;/strong&gt;, dalla decisione di allontanare la nave, all'informazione insufficiente alla popolazione che contribuì ad aggravare il bilancio finale.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 13 Nov 2012 15:32:00 +0100</pubDate><category>oceani</category><category>energia e clima</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">e013d4a9-d2c5-4d9a-b60b-6c497b6f64a2</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Uno-al-giorno-il-corto-che-denuncia-lo-sporco-carbone-di-Enel-/</link><title>“Uno al giorno”: il corto che denuncia lo sporco carbone di Enel </title><description>Alessandro Haber, Paolo Briguglia, Pino Quartullo e Sandra Ceccarelli formano il cast, Mimmo Calopresti firma la regia e i Subsonica mettono a disposizione la loro musica. Per denunciare i danni causati all’Italia dal carbone usato da Enel per produrre energia elettrica, questa volta abbiamo scelto il linguaggio del cinema.&lt;p&gt;Il titolo è&lt;strong&gt; “Uno al giorno” &lt;/strong&gt;perché il carbone di Enel causa una morte prematura al giorno e 1,8 miliardi di euro l’anno di danni alla salute, all’economia e all’ambiente. Sono questi i veri numeri di ciò che Enel fa in Italia con il carbone. Numeri oscuri alla quasi totalità dei clienti dell’azienda, come i protagonisti di questo corto cinematografico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tranquilla mattinata di una giovane coppia viene interrotta dal suono insistente del campanello di casa. Lui va ad aprire la porta, e…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/f3gVhLjI9UA" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cosa pensano gli italiani sentendo nominare il carbone? In genere più alla Befana che alla produzione di elettricità. La sfida che ho abbracciato con Greenpeace è proprio questa – &lt;/em&gt;spiega &lt;strong&gt;Mimmo Calopresti, regista del corto&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; - raccontare agli italiani cosa sia realmente quel combustibile fossile, quali danni arrechi alla salute umana, al clima, alla nostra economia. Enel è una grande multinazionale, un'azienda cardine di questo Paese: ma il 41% della sua elettricità viene dal carbone. E vogliono pure costruire nuove centrali a carbone. Mi sembra una follia!&lt;/em&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il carbone è la strada più rapida e dolorosa per alterare definitivamente il clima e per avvelenare ulteriormente l’aria che respiriamo&lt;/strong&gt;. Enel deve cambiare subito i suoi piani di ulteriore sviluppo della produzione da questa fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da anni siamo impegnati nella denuncia dei danni causati dal carbone usato nella produzione di energia elettrica. Abbiamo chiesto a &lt;strong&gt;Enel&lt;/strong&gt; la cancellazione dei nuovi progetti, il dimezzamento della produzione elettrica da carbone entro il 2020 e l’azzeramento al 2030, con un contestuale sviluppo di fonti rinnovabili e pulite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ora, &lt;strong&gt;Enel ha tentato di censurare la nostra ultima campagna&lt;/strong&gt;, trascinandoci in tribunale con una richiesta di oscuramento totale delle attività di informazione e protesta e una richiesta di risarcimento esorbitante. Il giudice ha dato ragione a Greenpeace, condannando Enel alla rifusione delle spese processuali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra campagna di denuncia contro lo sporco carbone di Enel continua perché, come ci ricorda Pino Quartullo, &lt;em&gt;“Non possiamo sempre sperare che qualcun altro si occupi dei problemi inerenti alla distruzione del pianeta e del suo miracoloso equilibrio. Dovrebbe essere la preoccupazione primaria di tutti gli esseri umani. Ogni persona, con la sua imperturbabile indifferenza, è responsabile e connivente. Essere indifferenti è scandaloso. Pensare che se ne occuperà qualcun altro è sbagliato. Dobbiamo impegnarci tutti di più, ed agire al più presto”&lt;/em&gt;.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il nostro più sentito grazie a tutti gli artisti coinvolti in questo progetto&lt;/strong&gt;, che hanno prestato gratuitamente la loro collaborazione, in difesa del clima, dell’ambiente, della salute, per un futuro energetico pulito.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 08 Nov 2012 13:48:00 +0100</pubDate><category>energia e clima</category><dc:creator>mgiuglia</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">5c0dd19a-752e-4906-98ce-cf24d3c4e384</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Vittoria-RCS-dice-no-alla-malattia-della-deforestazione/</link><title>Vittoria! RCS dice no alla malattia della deforestazione</title><description>La nostra terapia d'urto contro la deforestazione ha funzionato! L'incontro di questa mattina con i vertici aziendali di RCS si è concluso con un impegno che fa tirare un sospiro di sollievo alle ultime tigri di Sumatra e alle foreste indonesiane. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/r3vjBbuKVK4&amp;amp;feature" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;param name="data" value="http://www.youtube.com/v/r3vjBbuKVK4&amp;amp;feature" /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/r3vjBbuKVK4&amp;amp;feature" /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Entro la fine del mese verrà organizzato un tavolo tecnico che ha come obiettivo quello di implementare un percorso sempre più virtuoso che garantisca a &lt;strong&gt;tutte le case editrici RCS di diventare in tempi brevi "amici delle foreste"&lt;/strong&gt;. E dopo Mondadori, Giunti, il gruppo Gems, Feltrinelli e De Agostini, anche RCS entra a far parte dei grandi gruppi editoriali italiani impegnati in politiche di acquisto della carta a &lt;strong&gt;Deforestazione Zero&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul rapporto "&lt;strong&gt;Favole ammazza foreste&lt;/strong&gt;", che abbiamo lanciato al &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Alice-i-tre-porcellini-e-le-tigri-di-Sumatra-da-Rizzoli-e-Giunti/"&gt;Salone del Libro di Torino&lt;/a&gt; a maggio di quest'anno, il gruppo ha già preso delle misure contrattuali per evitare che nei propri libri venga impiegata carta prodotta da &lt;strong&gt;multinazionali controverse&lt;/strong&gt; come &lt;strong&gt;APP&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;APRIL&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Speriamo che a queste parole seguano presto anche i fatti.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Nov 2012 13:53:00 +0100</pubDate><category>foreste</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">3c92e8a3-5c76-42ea-beac-9f3e25be2a3b</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/In-azione-a-Milano-Rizzoli-e-Fabbri-malati-di-deforestazione/</link><title>In azione a Milano: Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione!</title><description>Questa mattina siamo entrati in azione al quartier generale di RCS, per offrire agli editori Rizzoli e Fabbri una "cura" per debellare l'epidemia di deforestazione che infesta i loro libri. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tigri in divisa da paramedico&lt;/strong&gt; sono arrivate in autoambulanza chiedendo di poter somministrare ai responsabili di Rizzoli e Fabbri una "pillola anti-deforestazione": &lt;strong&gt;Deforestyl Zero&lt;/strong&gt;. Mentre dai pali d'illuminazione esterni all'edificio, abbiamo srotolato mega striscioni con un unico chiaro messaggio "&lt;strong&gt;Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione&lt;/strong&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, &lt;strong&gt;abbiamo lanciato una&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/foreste/Deforestyl-Zero/"&gt;&lt;strong&gt; petizione online &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;per chiedere ai due editori di "fermare il contagio e lottare contro una patologia che causa la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta e contribuisce al cambiamento climatico".&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma cosa cura il finto farmaco che abbiamo distribuito ai dipendenti del gruppo RCS? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso maggio, in occasione del &lt;strong&gt;Salone del Libro di Torino 2012&lt;/strong&gt;, abbiamo pubblicato il &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2012/foreste/favole_ammazza_foreste.pdf"&gt;&lt;strong&gt;rapporto Favole Ammazza Foreste&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; dimostrando come gli editori Rizzoli e Fabbri stampano libri per bambini su carta proveniente dalla deforestazione delle foreste indonesiane, come confermato da analisi realizzate dall'Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di titoli stampati in Cina nel 2011, in cui è stata riscontrata la presenza di &lt;strong&gt;fibre di legno duro tropicale (MTH)&lt;/strong&gt; provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane. &lt;br /&gt;La Cina è mercato leader per la vendita della carta delle multinazionali indonesiane APP e APRIL, aziende che per produrre la carta distruggono le foreste e condannano all'estinzione le &lt;strong&gt;ultime tigri di Sumatra&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;specie arboree protette dal CITES&lt;/strong&gt; come il ramino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul sito &lt;a href="http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/salvaforeste/index.html"&gt;&lt;strong&gt;www.deforestazionezero.it&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; puoi aiutarci anche tu a fermare il contagio e lottare contro un'epidemia che distrugge gli ultimi polmoni verdi del pianeta, chiedendo a Rizzoli e Fabbri di diventare aziende a deforestazione zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grandi gruppi editoriali italiani come &lt;strong&gt;Mondadori&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Giunti&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;gruppo Gems&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Feltrinelli &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;De Agostini&lt;/strong&gt;, hanno già adottato politiche di acquisto della carta a &lt;strong&gt;Deforestazione Zero&lt;/strong&gt;… e Rizzoli e Fabbri cosa aspettano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Nov 2012 08:34:00 +0100</pubDate><category>oceani</category><category>foreste</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">3bb51433-14b3-47f2-9a7e-4ea98a14fd6a</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Il-nostro-monitoraggio-a-Fukushima/</link><title>Il nostro monitoraggio a Fukushima</title><description>A Fukushima, se ti allontani di soli 25 metri dalle stazioni di monitoraggio ufficiali puoi registrare livelli di contaminazione fino a sei volte superiori rispetto a quanto misurato nelle stazioni installate dal governo. Lo abbiamo scoperto a seguito di nuovi controlli indipendenti sulla radioattività effettuati la settimana scorsa dal nostro team. &lt;p&gt;Su &lt;strong&gt;40 stazioni di monitoraggio&lt;/strong&gt; controllate da Greenpeace più del 75% mostra livelli di radiazione inferiori a quelli rivelati negli immediati dintorni. Questo perché&amp;nbsp; le stazioni ufficiali sono collocate in aree che le autorità hanno già decontaminato. Così facendo, il &lt;strong&gt;governo&lt;/strong&gt; sottovaluta i &lt;strong&gt;rischi &lt;/strong&gt;delle radiazioni e genera un falso senso di &lt;strong&gt;sicurezza&lt;/strong&gt; nella popolazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti &lt;strong&gt;punti caldi&lt;/strong&gt; rimangono non bonificati in tutta la città di Fukushima. La decontaminazione di &lt;strong&gt;aree di gioco per bambini &lt;/strong&gt;e altre aree rilevanti per le &lt;strong&gt;persone più vulnerabili&lt;/strong&gt;, ad esempio, non è andata avanti in modo sufficiente, nonostante sia passato più di un anno e mezzo dal triplice incidente nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cittadina fortemente contaminata di&lt;strong&gt; Iitate&lt;/strong&gt;, di cui &lt;a href="http://www.greenpeace.org/international/en/press/releases/Greenpeace-radiation-team-pinpoints-need-to-extend-Fukushima-evacuation-zone-especially-to-protect-pregnant-women-and-children-/"&gt;&lt;strong&gt;abbiamo già chiesto l'evacuazione&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, è stata suddivisa dal governo in diversi&lt;strong&gt; livelli di rischio&lt;/strong&gt; per permettere il rientro ai residenti dopo la decontaminazione. Nel &lt;strong&gt;villaggio di Kusano&lt;/strong&gt;, i livelli di radiazione registrati in una &lt;strong&gt;zona residenziale&lt;/strong&gt; arrivano a &lt;strong&gt;5 microsievert all'ora (μSv/h)&lt;/strong&gt;. Mentre in una &lt;strong&gt;fabbrica&lt;/strong&gt; cui è stato permesso di riprendere le attività lo scorso mese di settembre i livelli di contaminazione arrivano a &lt;strong&gt;13 μSv/h&lt;/strong&gt;. Queste cifre rappresentano valori tra 60 a 160 volte i valori di fondo registrati prima dell'incidente di Fukushima (0.07μSv/h). Nella situazione attuale, le persone corrono un rischio di molte volte superiore al &lt;strong&gt;limite internazionalmente riconosciuto di 1 millisievert (1 mSv) all'anno&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impegno di molti lavoratori nella bonifica a&lt;strong&gt; Iitate&lt;/strong&gt; potrebbe apparire vano data la natura montuosa e ricca di foreste della ragione che incrementa non solo il livello di &lt;strong&gt;difficoltà di bonifica&lt;/strong&gt;, ma anche il &lt;strong&gt;rischio di ricontaminazione&lt;/strong&gt;. Il governo dovrebbe spostare le comunità colpite in modo equo, piuttosto che minimizzare i rischi delle radiazioni e dare false speranze alle vittime della catastrofe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo al Giappone di destinare con urgenza più denaro e risorse alla &lt;strong&gt;tutela della salute pubblica&lt;/strong&gt; e di concentrarsi sulla &lt;strong&gt;decontaminazione completa delle aree densamente popolate&lt;/strong&gt;, come la città di Fukushima, piuttosto che tentare di ripulire aree altamente contaminate e già evacuate, nelle quali la decontaminazione può non essere sufficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 23 Oct 2012 10:41:00 +0200</pubDate><category>nucleare</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item><item><guid isPermaLink="false">30a9c0f7-ad67-4ca9-ac4d-3f82c66ba774</guid><link>http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/No-agli-OGM-tolleranti-agli-erbicidi-Si-a-unEuropa-intollerante-agli-OGM/</link><title>OGM resistenti agli erbicidi. I rischi per l'Europa</title><description>Cosa ne sarebbe dell'agricoltura in UE se la Commissione europea seguisse l'esempio degli Stati Uniti e autorizzasse la coltivazione di OGM tolleranti agli erbicidi? Lo abbiamo chiesto al noto economista agrario Charles Benbrook che ha elaborato per noi il rapporto Colture resistenti al glifosato nell'Unione europea. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La previsione elaborata da Benbrook - prima nel suo genere per l'Europa - parte dall'esperienza degli Stati Uniti. &lt;strong&gt;Secondo Benbrook&lt;/strong&gt;, se gli agricoltori europei dovessero utilizzare &lt;strong&gt;OGM &lt;/strong&gt;tolleranti agli erbicidi con la stessa velocità degli Stati Uniti, &lt;strong&gt;l'uso del glifosato nella coltivazione del mais&lt;/strong&gt; - la più importante e ampiamente diffusa in Europa -&lt;strong&gt; aumenterebbe di oltre il 1.000% entro il 2025&lt;/strong&gt;, e l'uso totale di erbicidi raddoppierebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti gli agricoltori non riescono a liberarsi dal circolo vizioso in cui sono finiti a causa degli &lt;strong&gt;OGM tolleranti agli erbicidi&lt;/strong&gt;. Il ricorso a questi prodotti ha innescato lo sviluppo e la rapida diffusione di quasi due dozzine di varietà di &lt;strong&gt;piante infestanti resistenti al glifosato&lt;/strong&gt;, facendo aumentare sia i costi di produzione, che il volume e l'ecotossicità dei &lt;strong&gt;diserbanti &lt;/strong&gt;necessari per prevenire perdite eccessive dei raccolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le affermazioni di Benbrook e di Greenpeace, da anni impegnata nella lotta agli OGM, sono confermate dalle &lt;strong&gt;testimonianze degli agricoltori statunitensi&lt;/strong&gt; vittime delle false promesse del mondo del biotech. In questo &lt;strong&gt;video&lt;/strong&gt; abbiamo raccolto le loro storie, un &lt;strong&gt;monito per gli agricoltori europei.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/CNxhw2jiDtA" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con gli OGM, le &lt;strong&gt;comunità agricole in Argentina e negli Stati Uniti &lt;/strong&gt;sono diventate dipendenti dalle multinazionali del biotech e hanno visto lievitare i costi di produzione. È chiaro che, autorizzando la coltivazione di questi OGM in Europa, la &lt;strong&gt;Commissione Europea &lt;/strong&gt;si schiererebbe contro il &lt;strong&gt;mondo agricolo comunitario&lt;/strong&gt; che invece chiede un rafforzamento delle procedure di &lt;strong&gt;valutazione dei rischi OGM&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione europea sta valutando l'autorizzazione alla coltivazione di 19 colture OGM resistenti agli erbicidi. Ci auguriamo che lo &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2012/ogm/briefingIT_glifosato_UE.pdf"&gt;&lt;strong&gt;studio presentato oggi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; possa essere un elemento determinante per dire &lt;strong&gt;no agli OGM in Europa&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2012/ogm/glyphosate_eu.pdf"&gt;&lt;strong&gt;Leggi il rapporto integrale in inglese.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 22 Oct 2012 14:32:00 +0200</pubDate><category>ogm</category><dc:creator>sbianchi</dc:creator></item></channel></rss>