A Porto Tolle le morti causate dalla centrale Enel sono sottostimate

Comunicato stampa - 11 novembre, 2013
Si svolge oggi a Rovigo il processo che vede ENEL imputata per le emissioni della centrale a olio combustibile di Porte Tolle, emissioni sempre in deroga ambientale.

In merito alle critiche mosse al rapporto effettuato dall'Istituto olandese indipendente SOMO, Greenpeace risponde: “Il rapporto non fa che applicare al parco termoelettrico di Enel, con
particolare riferimento al carbone, la metodologia dell'Agenzia Europea Ambiente con l'obiettivo di valutare l'ordine di grandezza della mortalità associata alle emissioni inquinanti. Si tratta certo
di una metodologia semplificata, che dunque è soggetta a incertezze e a tutti gli effetti fornisce una evidente sottostima delle morti in eccesso dovute alle emissioni degli impianti”, afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia.

Greenpeace ha chiesto al dottor Roberto Bertollini, rappresentante dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) presso l'Unione Europea, un giudizio sulla metodologia e, nel confermare che si tratta di una valutazione dell'ordine di grandezza degli impatti l'esperto ha aggiunto che "tuttavia SOMO ha usato stime conservative sui parametri principali e questo conferisce ai risultati dello studio una maggiore validità. In gergo, si usa definire questa strategia "at least approach". In altre parole l'impatto descritto è quello "minimo" che si può attribuire all'esposizione derivante dalle centrali a carbone".

Va ricordato, peraltro, che le stime della mortalità sono riferite agli effetti di soli due inquinanti: il PM2.5 (per esposizione cronica) e l'ozono (per esposizione acuta).

Le informazioni sulle vicende processuali di Greenpeace diffuse dal sedicente Comitato dei lavoratori sono false e basterebbe consultare le sentenze, che sono atti pubblici, per verificarlo. Gli attivisti di Greenpeace sono stati assolti sul piano penale per l'azione di Porto Tolle del 2006 e sul merito delle campagne il Tribunale di Milano ha ribadito quanto già affermato dal Tribunale civile di Roma, e cioè che le nostre informazioni sulla mortalità prematura dovuta alla combustione del carbone sono scientificamente fondate.

È dello scorso luglio, infine, un'indagine giornalistica, basata su atti processuali e mai smentita da Enel, che dimostra come l'azienda manovri i propri lavoratori organizzandoli in comitati che essa stessa mobilita contro Greenpeace. Attendiamo che i sindacati prendano posizione nel merito.

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