Alla ex-Sisas di Pioltello bonifica illegale made in Italy

Comunicato stampa - 22 gennaio, 2013
Greenpeace si congratula con la Commissione parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti che ha evidenziato la vergognosa truffa dietro la bonifica della ex-Sisas di Pioltello-Rodano. Adesso dev'essere la Commissione Europea a farsi sentire, per affermare il diritto degli italiani a non essere derubati da chi dovrebbe bonificare e ingannati da chi avrebbe dovuto controllare.

Il capitolo sulla mancata bonifica della ex-Sisas di Pioltello-Rodano nella relazione della Commissione Parlamentare "Relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Lombardia", presentato ieri a Milano, merita una lettura approfondita. Da pagina 139 a pagina 155 si descrive bene un sistema in cui imprenditori privati e controllori (Commissari straordinari, Provincia di Milano, Agenzia Regionale per l'Ambiente della Regione Lombardia, Ministeri competenti, fino all'Istituto Superiore di Sanità), hanno speso oltre 40 milioni di euro per una bonifica che ancora non c'è, visto che ci sono - secondo la Commissione Parlamentare - aree che non sono state nemmeno caratterizzate.

Nonostante le denunce di Greenpeace - sui criteri della caratterizzazione dei rifiuti asportati, sulla destinazione finale di parte dei rifiuti, sulla frazione di rifiuti pericolosi più contaminata da mercurio, sulle tempistiche - la Commissione Europea nella primavera del 2011 aveva avallato le  comunicazioni del governo italiano che dichiarava conclusa la bonifica della ex-Sisas, giusto in tempo per evitare la maxi sanzione di oltre 400 milioni di euro stabilita dalla sentenza della Corte di Giustizia europea del 9/09/2004, che condannava l'Italia per non aver effettuato la bonifica dell'area, e dal successivo deferimento alla Corte Europea di Giustizia del 28/10/2010. Adesso finalmente è ufficializzato il fatto che la bonifica non si è mai conclusa e che la Commissione è stata ingannata.

Tra i molti punti da segnalare, nella Relazione spicca infatti a pagina 153 la dichiarazione di  Rosanna Cantore, responsabile del servizio bonifiche della provincia di Milano che in merito ai motivi che hanno condotto a modificare i codici dei rifiuti provenienti dall'area ex Sisas "ha giustificato il cambio codice con "l'urgenza di evitare la sanzione europea" e del rispetto dei tempi stabiliti per lo smaltimento dei rifiuti da parte della società appaltatrice "che ha quindi proposto un codice che potesse essere accettato da più impianti"."

"Per evitare la multa dell'UE è stato cambiato il codice identificativo dei rifiuti per facilitarne lo smaltimento. Adesso, la Commissione Europea sa che è stata presa in giro. Se non interviene   dimostra la sua complicità in questa scandalosa vicenda. - afferma Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia - A giugno abbiamo denunciato che la bonifica alla ex-Sisas non era finita, e i lavori fatti presentavano ancora troppi aspetti oscuri. La Commissione Europea ci ha risposto che era in corso una richiesta di chiarimenti alle autorità italiane. Per questo oggi abbiamo inoltrato agli stessi funzionari dell'UE il rapporto della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, chiedendo loro un rapido intervento".

Leggi la relazione della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti: http://documenti.camera.it/_dati/leg16/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/023/013/INTERO.pdf

Leggi i documenti di Greenpeace sulla "bonifica" della ex-Sisas: http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/inquinamento/Rifiuti/bonifiche/

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