Comunicato stampa - 11 maggio, 2007
"L'impiego di Ogm in campo agroalimentare continua a comportare enormi problematiche per l'ambiente e rischi per il consumo umano e animale, quali che sia la provenienza dei geni usati": commenta così Federica Ferrario, responsabile Ogm di Greenpeace, il comunicato di Assobiotec, con il quale l'organizzazione delle aziende biotecnologiche afferma di rinunciare alla sperimentazione su geni provenienti dall'uomo e dagli animali per modificare geneticamente colture agricole. "Il recente caso del mais Monsanto MON863, che in soli novanta giorni ha provocato segni di tossicità per fegato e reni delle cavie che lo hanno mangiato, è solo l'ultimo esempio", spiega Ferrario.
L'alimentazione dei ratti con il mais Ogm Mon 863 ha causato danni ai reni e al sangue che dovrebbero essere analizzati con attenzione.
Il rifiuto nei confronti degli Ogm continua a crescere, da parte
di agricoltori, consumatori e governi: lo dimostrano i recenti
sondaggi di opinione in materia. La storia degli Ogm in campo
agroalimentare, d'altra parte, ha dimostrato chiaramente quanto
questi prodotti siano frutto di una tecnologia dagli effetti
imprevedibili e non controllabili. La posizione di Greenpeace non
significa una chiusura alla ricerca: esistono tecniche di
miglioramento genetico, come il MAS (Marker Assisted Selection),
che sfruttano le conoscenze su geni e Dna, utilizzando però metodi
di selezione tradizionali che non sfociano nella creazione di nuovi
e incontrollabili Ogm.
Notes: Leggi "Mais MON863 - Cronaca di un sistematico inganno":
http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/cronologia-mon-863.pdf
Richiedi lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica "Archives of Environmental Contamination and Toxicology": ufficiostampa@greenpeace.it - tel. 06/68136061 int. 211