Chiediamo a Versace l'eliminazione delle sostanze tossiche. Il rispetto delle normative non basta.

Comunicato stampa - 20 febbraio, 2014
ROMA, 20.02.2014 - A seguito dell'azione di ieri di Greenpeace nella Galleria Vittorio Emanuele all'apertura della settimana milanese della moda, Versace risponde a mezzo stampa (Reuters) alle rivelazioni dell'organizzazione che denuncia la presenza di sostanze chimiche pericolose nei vestiti per bambini del noto marchio di Alta Moda.

L'azienda afferma: “di operare in conformità con le leggi vigenti in materia di prodotti tessili (...) e che “ l’azienda continuerà a lavorare nella ricerca di materie prime e soluzioni tecnologiche eco-sostenibili, con requisiti ancora più stringenti di quelle previste ai sensi delle norme vigenti, rinnovando il suo impegno per la sostenibilità del pianeta."

"Non siamo soddisfatti di questa risposta, cosi come crediamo non lo siano le migliaia di persone che in questi giorni hanno scritto a Versace per chiedere l'eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dalle sue filiere. Abbiamo fatto all'azienda una domanda precisa, e abbiamo ricevuto una risposta generica che si limita a ribadire l’ovvio, e cioè che vengono rispettate le normative europee. Peccato che queste ultime non garantiscano ai consumatori che le sostanze pericolose non siano presenti nei prodotti e che non vengano usate inquinando le risorse idriche di quelle comunità che non hanno normative a loro tutela. Crediamo che un brand come Versace possa fare di meglio, e che per essere all’altezza dell’immagine che vende ai propri clienti possa davvero impegnarsi a una politica di Scarichi Zero” commenta Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel”.