Concordia, la nostra replica a Gabrielli: il ruolo della società civile è spingere le istituzioni alla massima efficacia

Comunicato stampa - 27 luglio, 2014
Ormeggiata a Genova la Costa Concordia, con un'operazione il cui successo è stato riconosciuto da tutti, il prefetto Franco Gabrielli ha allentato la presa, pronunciando frasi senza senso nei confronti degli ambientalisti. L'iniziativa "Costa ti tengo d'occhio” di Greenpeace e Legambiente - con una barca che ha seguito la Costa Concordia, alla quale Greenpeace ha aggiunto l'osservazione via elicottero, con camere termografiche, della scia del relitto trainato - diventa, nella fantasia del prefetto "una gita in barca".

Greenpeace comprende la condizione di stress di chi ha guidato un'operazione tanto complessa, ma affermazioni del genere nascondono solo una volontà nascosta di operare senza controlli esterni: le organizzazioni ambientaliste non vogliono, e non possono, sostituirsi alle istituzioni pubbliche, ma si comportano da testimoni e difensori del bene comune. Non a caso, nel mondo anglosassone, un termine usato per descrivere organizzazioni come Greenpeace è quello di "watchdog" (cane da guardia). La missione di trasportare per la prima volta nella storia una nave come la Costa Concordia in questo modo e fino a Genova era comunque a rischio, come peraltro dichiarato alla vigilia dallo stesso Gabrielli.

"A Gabrielli forse sfugge che il ruolo degli ambientalisti è anche di osservare in modo indipendente ciò che succede", afferma il direttore esecutivo di Greenpeace, Giuseppe Onufrio: "Noi, come la "società civile" in generale, spingiamo le istituzioni alla massima efficacia, in questo caso per la tutela dell'ambiente. Siamo certi che anche il prefetto Gabrielli, una volta calata la tensione, lo riconoscerà facilmente". Greenpeace ringrazia nuovamente tutti coloro che hanno lavorato per garantire che, a una tragedia con 33 morti sulla coscienza, non se ne sia aggiunta un'altra per il mare e il Santuario dei cetacei.