Continua l'impresa di Galanzino, ora lo aspetta il Sahara

Comunicato stampa - 26 ottobre, 2006
Secondo posto assoluto alla “Gobi March”, corsa a piedi nel deserto del Gobi (Cina) in totale autosufficienza, terzo assoluto all’Atacama Crossing nell'omonimo deserto cileno, Francesco Galanzino, testimonial della campagna clima ed energia di Greenpeace, affronta la terza competizione della “4 Deserti” nel più classico e conosciuto dei deserti: il Sahara. E' l'ultimo scoglio prima di venire iscritto di diritto alla competizione in Antartide, il deserto più freddo del pianeta.

Francesco Galanzino, 45 anni, è un imprenditore di Tortona sposato con Simona e padre di Giacomo e Giulio. Istruttore di arrampicata sportiva con innumerevoli vie di roccia e cascate di ghiaccio all'attivo nelle Alpi italiane e francesi, Galanzino ha effettuato numerose spedizioni in alta quota in Pakistan e Bolivia. Nel 2005 ha corso oltre 2.500 Km e partecipato a diverse gare di trail running con ottimi risultati. È stato tedoforo per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Galanzino corre con la scritta "Greenpeace" sulla maglia per lanciare un allarme sugli effetti del cambiamento climatico e promuovere un nuovo modello di sviluppo basato su risparmio energetico e rinnovabili: al traguardo del Sahara, infatti, aprirà lo striscione con il messaggio "Save The Climate: Energy Revolution!".

La "Sahara Race" prenderà il via domenica 29 ottobre dall'oasi di Farafra e si concluderà davanti alle piramidi di Giza il 4 novembre. Sei tappe per un totale di 250 chilometri, lunghezza che accomuna tutte le competizioni della "4 Deserti" che i maratoneti affrontano di corsa e in autosufficienza, godendo solamente di un litro d'acqua fornito ad intervalli stabiliti dall'organizzazione. Alte temperature durante il giorno e rigide la notte, insieme alle frequenti tempeste di sabbia rendono estremamente impegnativa questa corsa. Il principale nemico sarà il terreno sabbioso che rende difficoltosa la progressione degli atleti.

"L'impegno di Galanzino è molto importante per noi. Correndo nei deserti ci ricorda l'urgenza di fermare i cambiamenti climatici. Abbiamo quindici anni di tempo per invertire la rotta" spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Dobbiamo tagliare le emissioni di anidride carbonica ben oltre l'obiettivo imposto da Kyoto (-5,2 per cento in Europa entro il 2012) se vogliamo farcela. Come fare? Investendo in efficienza energetica e nelle rinnovabili".

Per il suo impegno sportivo e ambientale, a Galanzino è stato recentemente assegnato anche uno dei riconoscimenti speciali del "Premio Chatwin".

Notes: Per seguire l'impresa sportiva: www.greenpeace.it/4deserti

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