Giornata mondiale degli Oceani, ecco i dati sulla pesca che salva il mare

Comunicato stampa - 2013-06-07
Domani, 8 giugno, è la Giornata mondiale degli Oceani. Un'occasione per ricordarci che i nostri mari sono in crisi, che in Europa il 60 per cento delle risorse ittiche studiate è sovrasfruttato e che nel Mediterraneo e nel Mar Nero la situazione è ancora più allarmante: l'88 per cento degli stock di cui è stata effettuata una valutazione soffre di pesca eccessiva. E purtroppo questa non è l'unica minaccia che si trovano a fronteggiare i mari, interessati da inquinamento, trivellazioni off-shore e cambiamenti climatici.

"Ci troviamo in un momento estremamente critico per i nostri Oceani e se non interveniamo subito con misure di gestione efficaci e a 360 gradi rischiamo di perdere un enorme patrimonio di biodiversità e risorse fondamentali per la sicurezza alimentare e il futuro del settore pesca - afferma Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia - È ora di tutelare gli ecosistemi marini, fermando le attività distruttive e sostenendo quelle a basso impatto, come la pesca artigianale, se vogliamo garantire un futuro al nostro mare".

La piccola pesca o pesca artigianale è quella che per generazioni ha riempito le nostre tavole, dato lavoro a migliaia di persone e rappresenta l'identità di molte comunità costiere. Impiega attrezzi a basso impatto ambientale, che riducono al minimo gli scarti. I proprietari delle imbarcazioni solitamente lavorano sulle barche e pescano quanto necessario per sostenere le loro famiglie.

In Italia, la pesca artigianale rappresenta circa il 67 per cento della flotta e dà lavoro a quasi la metà dei pescatori italiani. Eppure è un comparto da sempre penalizzato da politiche che favoriscono le grandi flotte industriali e che rischia di scomparire: negli ultimi dieci anni abbiamo perso circa il 20 per cento della flotta italiana, con la maggior parte dei battelli dismessi nel settore della piccola pesca, ben 2.332.

Una delle regioni dove la pesca artigianale è più importante è la Sicilia, con oltre 2 mila battelli per un totale di 3.110 pescatori artigianali. Di particolare importanza sono i porti che si affacciano sul Canale di Sicilia: Greenpeace, con il recente tour europeo a sostegno della pesca sostenibile della nave Arctic Sunrise, ha visitato i porti di Trapani e delle Isole Egadi, per dialogare con i pescatori locali. Il tour dell'Arctic Sunrise si conclude proprio in questi giorni a Londra, dopo aver raccolto oltre 110.000 adesioni sul sito myboat.it

"Per troppo tempo le politiche della pesca hanno favorito una pesca distruttiva causando non solo la crisi delle risorse ma anche quella dell'intero settore. Le prime vittime sono i pescatori artigianali che operano attività a basso impatto ambientale. I recenti accordi presi a Bruxelles sembrano aver posto le premesse per garantire finalmente ai pescatori artigianali un accesso "preferenziale" alle risorse del mare. Ora i Governi dovranno applicare seriamente queste regole, prima che il mare si svuoti per sempre", conclude Monti.

Leggi il rapporto "UNA PESCA SOSTENIBILE PER IL FUTURO DEL MARE - La pesca artigianale in Italia e il caso-studio della Sicilia":  http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/mare/pesca_sostenibile.pdf

Leggi la scheda: "Pesca, diamo i numeri": http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/mare/pesca_sostenibile_scheda_numeri.pdf

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