Greenpeace contesta i dati Isaaa sugli ogm

Comunicato stampa - 25 febbraio, 2013
Greenpeace definisce il report annuale dell'industria biotech sulle coltivazioni OGM una distorsione della realtà, sottolineando che il settore biotecnologico rimane un mercato di nicchia, in gran parte limitato al continente americano

L'Isaaa (International Service for the Acquisition of Agri-Biotech Applications), un'organizzazione finanziata dal settore biotecnologico, segnala nel suo rapporto annuale che la superficie coltivata a OGM è cresciuta del 6 per cento rispetto allo scorso anno, arrivando a 170,3 milioni di ettari. Nel rapporto si afferma inoltre che la tecnologia inizia a diffondersi anche nei Paesi in via di sviluppo.

La relazione omette però di ricordare che circa l'80 per cento delle colture OGM è ancora limitata a quattro Paesi del continente americano - Stati Uniti, Brasile, Argentina e Canada - e che anche in questi Paesi le colture geneticamente modificate rappresentano una minoranza.
Non solo, le percentuali delle colture transgeniche continuano a scendere in Europa, ad eccezione della Spagna, mentre l'agricoltura biologica è in costante aumento. In una corposa relazione pubblicata a gennaio, l'Eea (Agenzia Europea per l'Ambiente) ha stimato che le colture OGM corrispondono ad appena il 3 per cento a livello globale.

“Questo opuscolo di propaganda del biotech raggiunge i media ogni anno, nonostante le evidenti esagerazioni e omissioni. La verità è che le colture OGM sono ancora un esperimento in gran parte limitato al continente americano. Asia e Africa sono in gran parte prive di coltivazioni OGM. Nell'UE, le colture OGM non riescono a farsi strada, ma i rischi e i problemi ad esse legati rimangono inquietanti.” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace.
“Ci aspettiamo che il prossimo governo metta al sicuro la produzione agricola nazionale dal rischio degli OGM, adottando la clausola di salvaguardia, per vietarli in via definitiva su tutto il territorio
italiano”.

Lo scorso anno la multinazionale chimica e biotech BASF, ha annunciato che avrebbe interrotto lo sviluppo e la commercializzazione di colture OGM in Europa, a causa della "mancata accettazione di questa tecnologia in molte parti d'Europa – da parte della maggior parte dei consumatori, degli agricoltori e dei politici". L'unico OGM coltivato in alcune zone di Cina e India è il controverso cotone OGM. I recenti tentativi di introdurre riso OGM in Cina e una melanzana OGM in India
sono falliti.

Dopo 16 anni di commercializzazione, tre quarti delle colture OGM sono progettate per essere tolleranti agli erbicidi prodotti dalle stesse aziende che commercializzano le colture geneticamente modificate. Non incrementano le rese, ma fanno aumentare i profitti di una manciata di multinazionali.

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