I sindaci di tutta Italia chiedono la liberazione degli Arctic30

Comunicato stampa - 19 novembre, 2013
Anche i sindaci di Milano e Torino hanno firmato la Dichiarazione di Solidarietà di Greenpeace per gli Arctic30, chiedendo il rilascio immediato dei 30 attivisti di Greenpeace, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro, detenuti in Russia in seguito alla protesta pacifica contro la piattaforma petrolifera della Gazprom. In totale, sono 59 i sindaci italiani[1], che chiedono la liberazione degli attivisti e sostengono la necessità di tutelare il fragile ecosistema Artico, tra questi quelli di importanti città come Napoli, Milano, Torino, Palermo, Bari, Udine, Perugia, Pescara, Pisa, Bergamo, Campobasso, Lucca, Massa, Ravenna, Pesaro e Urbino.

Sabato scorso, migliaia di persone in tutto il mondo hanno manifestato in solidarietà con i 28 attivisti e 2 giornalisti in carcere a San Pietroburgo. In Italia, i volontari di Greenpeace sono scesi nelle piazze per chiedere ai sindaci di esprimere la propria solidarietà, aderendo alla Dichiarazione promossa da Greenpeace. I volontari hanno chiesto anche di appendere uno striscione con la scritta “Liberate Cristian” dalla facciata del Municipio.

“Ringraziamo i 59 Sindaci per aver preso posizione a favore dell’attivismo nonviolento e contro le trivellazioni nell’Artico – dichiara Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia – Chiediamo al Primo Ministro Enrico Letta e ai politici di tutta Italia di seguire questo esempio e di rendere pubblico il proprio sostegno, così come hanno già fatto 139 parlamentari e altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo”.

Sono 62 i giorni trascorsi in carcere dagli Arctic30, reclusi per aver agito pacificamente per proteggere l’Artico dalle trivellazioni di petrolio. Ad oggi, le autorità russe hanno deciso di rilasciare su cauzione sei attivisti, mentre hanno confermato l’estensione di tre mesi di carcerazione preventiva per un altro attivista, Colin Russell, Australiano. Le udienze per tutti gli altri sono ancora in corso. Gli attivisti rimangono imputati di vandalismo e di pirateria.

[1] Elenco dei comuni firmatari: Napoli, Milano, Torino, Palermo, Bari, Udine, Perugia, Pescara, Pisa, Bergamo, Campobasso, Lucca, Massa, Ravenna, Pesaro, Urbino, Molazzana (LU), San Ferdinando di Puglia (BT), San Giorgio a Cremano (NA), Gemmano (RI), Manfredonia (FG), Noale (VE), Morbello (AL), Morciano di Romagna (RN), Valenzano (BA), Casamassima (BA), San Clemente (RN), Castello d'Argile (BO), Monopoli (BA), Cesena (FC), Montescudo (RN), Sannicandro di Bari (BA), Jesolo (VE), Capannori (LU), Mira (VE), Adelfia (BA), Acqui Terme (AL), Vado Ligure (SV), Monte Colombo (RN), Misano Adriatico (RN), Bentivoglio (BO), Corato (BA), Belmonte Mezzagno (PA), Fagagna (UD), San Costanzo (PU), Bogliasco (GE), Sori (GE), Supersano (LE), Chiavari (GE), Argelato (BO), Modugno (BA), Valverde (CT), Trani (BT), Senigallia (AN), Fano (PU), Brusaporto (BG), Tiggiano (LE), Santa Maria di Sala (VE), Galatina (LE).

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