Mais OGM, in Friuli illegalità confermata

Comunicato stampa - 2012-03-23
Greenpeace esprime soddisfazione per la sentenza della terza sezione penale della Cassazione che ha confermato l'illegalità dei due appezzamenti seminati con mais OGM Mon810 in Friuli nel 2010.

"È una conferma definitiva di quanto Greenpeace sostiene da tempo: le coltivazioni di mais OGM in Friuli erano illegali - commenta Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace - ora è necessario effettuare un'attenta stima dei danni della contaminazione, danni che non devono ricadere sugli agricoltori onesti o sugli Enti pubblici".

La sentenza della Cassazione conferma la necessità dell'intervento degli attivisti di Greenpeace nel luglio 2010. Mentre le autorità preposte ritardavano le misure necessarie a prevenire la contaminazione OGM dai campi illegali, gli attivisti di Greenpeace sono intervenuti sul mais transgenico nel campo di mais OGM di Vivaro, in provincia di Pordenone, isolando e mettendo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais e bloccando così la dispersione del polline e la contaminazione OGM.
Per questa attività, lo scorso febbraio è stato notificato agli attivisti un decreto penale di condanna per oltre 86 mila euro. Greenpeace ha naturalmente già depositato opposizione al Decreto e si difenderà in sede giudiziaria, ma la sentenza della Cassazione porta ad altri interrogativi: perché condannare degli attivisti che hanno semplicemente fatto ciò che era dovuto dalle autorità?

I campi OGM in Friuli violavano il Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 212, che prevede la richiesta di una specifica autorizzazione ministeriale per la semina di OGM, in assenza della quale è prevista la pena dell'arresto da sei mesi a tre anni o dell'ammenda fino a € 51.700.

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