Comunicato stampa - 20 gennaio, 2009
“Il Presidente Obama si è impegnato a fare della scienza la base della politica ambientale americana – ricorda Mike Clark, direttore esecutivo di Greenpeace USA – “La stragrande maggioranza degli scienziati sostiene che dobbiamo tagliare le emissioni di gas serra del 25-40 per cento entro il 2020 per evitare gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici. Dobbiamo eliminare l’utilizzo del carbone, del petrolio e delle altre fonti fossili, proteggere le foreste che stanno scomparendo e passare alle fonti rinnovabili in modo massiccio. Ma dobbiamo cominciare subito. Rimandare ancora non è un opzione possibile.”
"La Presidenza di Obama non verrà giudicata rispetto ai
fallimenti delle precedenti amministrazioni, ma rispetto alle sfide
del futuro. Sapranno gli Stati Uniti creare un futuro più verde e
di pace? E creare milioni di posti di lavoro per un futuro
energetico pulito e per rispondere alla sfida del clima globale?
Greenpeace sosterrà lo sforzo del Presidente Obama in questa
direzione. E lo attaccherà se non dovesse farlo." continua
Clark.
"Sapremo presto se la Presidenza Obama realizzerà una svolta
nelle politiche ambientali come annunciato in campagna elettorale -
aggiunge Giuseppe Onufrio, direttore ad interim di Greenpeace
Italia - "Efficienza e fonti rinnovabili devono stare al centro di
un "New Deal" verde di cui c'è assoluto bisogno sia per l'ambiente
che per l'economia"