Ricorso in Cassazione contro inibizione uso logo Enel. La campagna continua lo stesso

Comunicato stampa - 17 luglio, 2013
Greenpeace apprende da un articolo de “Il Sole 24Ore” che, ribaltando sia la sentenza del Tribunale Civile di Roma che quella di primo grado del Tribunale di Milano, quest’ultimo Tribunale avrebbe deciso in sede di reclamo di inibire l'uso del logo Enel per le campagne di Greenpeace.

Nell’articolo del quotidiano si legge che nel dispositivo dell’ordinanza, peraltro ancora ignoto a Greenpeace e ai suoi avvocati, viene indicato che la campagna di Greenpeace contro Enel avrebbe il torto di travalicare “i toni della contrapposizione ironica e parodistica” arrecando così un danno alla stessa azienda.

Greenpeace ritiene di avere il diritto di informare i cittadini riguardo agli impatti sanitari, ambientali ed economici dell’uso del carbone di Enel, una questione che non ha niente di comico e che pertanto non dovrebbe essere vincolata ad alcuna ironia e parodia.

“Quando conosceremo il dispositivo, valuteremo se ricorrere in Cassazione: vietare l'utilizzo di un logo in una attività di denuncia sociale è una limitazione inaccettabile del diritto di critica” dichiara Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. “Se Enel pensa di fermarci con questi mezzi si sbaglia di grosso”.

Greenpeace continuerà a battersi contro il carbone, per difendere il clima e la salute dei cittadini, e a chiedere a Enel – un soggetto sotto controllo pubblico – di far parte dell’elenco delle soluzioni e non dei problemi.

Categorie