Valentino e Benetton tra i leader della moda libera da sostanze tossiche. Male Armani e Diesel

Comunicato stampa - 2013-11-04
Greenpeace pubblica la "Sfilata Detox" (Detox Catwalk), una piattaforma interattiva online che valuta 24 marchi globali della moda - in base alle azioni intraprese per l’eliminazione delle sostanze tossiche dalle proprie filiere e prodotti - classificandoli come “leader”, dediti al “greenwashing” oppure “scansafatiche”.

Tra le aziende valutate anche quattro importanti marchi italiani: Valentino, Benetton, Armani e il gruppo “Only the brave” di Renzo Rosso che annovera al suo interno marchi come Maison Martin Margiela, Marni, Viktor&Rolf, Diesel & Staff International.

Sul podio Benetton e Valentino che sfilano da leader nella passerella per una moda più pulita insieme ad altri virtuosi come Levi Strauss, H&M e Mango, tra gli altri. Valentino è anche l’unica azienda italiana che, oltre ad aver seriamente intrapreso un percorso per
l’eliminazione delle sostanze tossiche si è pubblicamente impegnato con Greenpeace a delle ambizione politiche a Deforestazione Zero per garantire ai propri consumatori che la pelle ed il packaging dei propri prodotti non provenga dalla deforestazione degli ultimi polmoni del Pianeta e per questa ragione domina la classifica #thefashionduel di Greenpeace.

Molto male invece per Armani e “Only the brave”, classificati come “scansafatiche”.

“Greenpeace valuta l’impegno preso da Armani troppo poco ambizioso” commenta Chiara Campione, project leader della campagna #thefashionduel. “ L’azienda non sta affrontando il problema dell’eliminazione delle sostanze tossiche con la dovuta serietà. Troviamo piuttosto ironico che un gruppo dal nome “Only The Brave” e che utilizza slogan come “Azioni coraggiose per un mondo migliore”, continui a rifiutarsi di agire coraggiosamente per ripulire i propri prodotti da sostanze. L’anno scorso abbiamo dimostrato la presenza di
interferenti endocrini come come ftalati e nonilfenoli etossilati in alcuni prodotti del marchio Diesel”.

Dalla “Sfilata Detox” di Greenpeace risulta chiaro che mentre alcuni grandi marchi della moda e dell’abbigliamento hanno assunto un ruolo di leader nel corso degli ultimi 24 mesi, altri come Nike e Adidas hanno preso impegni solo sulla carta ed altri ancora come Armani e OTB stanno rallentando il processo di trasparenza necessario all’industria per l’eliminazione delle sostanze tossiche e la preservazione delle risorse idriche globali.

“Continueremo a documentare sul campo come la moda tossica inquini le risorse idriche del nostro Pianeta e neghi il diritto all’acqua pulita delle comunità del Sud del Mondo. Aziende virtuose come Benetton e Valentino hanno dimostrato in Italia che una moda pulita non solo è possibile ma è l’unica direzione possibile per un futuro libero da sostanze tossiche” conclude Campione.

Toxic Threads: www.greenpeace.org/international/Global/international/publications/toxics/Water%202012/ToxicThreads01.pdf

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