Comunicato stampa - 1 giugno, 2009
Dopo tre anni di indagini sotto copertura, Greenpeace pubblica l’inchiesta “Amazzonia, che macello!” fornendo una sconcertante fotografia del complesso mercato globale della carne e della pelle. Rivela come i giganti brasiliani del comparto zootecnico – parzialmente partecipati dallo stesso governo brasiliano – stanno distruggendo l’Amazzonia e il clima del nostro pianeta.
In quest’inchiesta, per la prima volta, emergono i nomi di marchi come Geox, Adidas, Chateaux d’Ax, Kraft e Cremonini che nascondono dietro i loro processi produttivi storie di deforestazioni, incendi, abusi e nuova schiavitù della popolazione locale.
Nell'inchiesta, Greenpeace, si concentra principalmente sulla
deforestazione illegale. Le prove raccolte dimostrano che i giganti
del mercato della carne e della pelle brasiliani (Bertin, JBS,
Marfrig, ecc.) vengono regolarmente riforniti da allevamenti che
hanno tagliato a raso la foresta ben oltre i limiti consentiti
dalla legge. Questi allevamenti continuano a distruggere un ettaro
di foresta amazzonica ogni 18 secondi.
I dati a disposizione di Greenpeace dimostrano, inoltre, che
alcune delle fattorie che riforniscono Bertin, JBS e Marfrig
utilizzano forme illegali di lavoro schiavile e occupazione di
riserve indigene.
"Le scarpe che usiamo tutti i giorni, il divano nel nostro
salotto, la carne in scatola che compriamo al supermercato e
persino i pasti pronti che consumiamo sul treno o in autostrada
possono avere un'impronta ecologica devastante sull'ultimo polmone
del mondo e sul clima del nostro pianeta" spiega Chiara Campione,
responsabile della campagna foreste di Greenpeace.
L'allevamento bovino in Amazzonia ha impatti disastrosi anche a
livello sociale, compresi fenomeni di nuova schiavitù. In Brasile,
nel 2008, ben 3005 nuovi schiavi sono stati liberati da decine di
aziende zootecniche. Il 99 per cento di questi erano tenuti
prigionieri in Amazzonia.
"E' il tempo del coraggio e della responsabilità per i nostri
governanti e per le aziende che stanno dietro ai marchi globali se
vogliamo vincere la sfida del cambiamento climatico. Per produrre
una paio di scarpe sportive, invece, rischiamo di deforestare
illegalmente, promuovere forme di nuova schiavitù e accelerare il
cambiamento climatico. Per questo chiediamo a tutti i marchi
coinvolti di interrompere immediatamente i rapporti commerciali con
aziende o allevamenti che sono legati alla distruzione
dell'Amazzonia" conclude Campione.
A livello globale la deforestazione determina il 20 per cento (o
un quinto) delle emissioni di gas serra. Il Brasile è il quarto più
grande emettitore di gas serra a livello globale (dopo Usa, Cina e
Indonesia). Per promuovere la crescita della produzione di carne e
pelle il governo brasiliano sta investendo per sviluppare ogni
singola parte della filiera della carne e delle pelle nel Paese
divenendo a tutti gli effetti un socio in affari della distruzione
della foresta.
La conferenza sul Clima di Copenhagen, che si terrà a dicembre
2009, è un'opportunità unica per tutti i governi che dovranno
prendere misure efficaci per ridurre drasticamente le emissioni di
gas serra a livello globale. Un vero accordo per la salvezza del
clima e del pianeta deve includere azioni concrete e fondi adeguati
per fermare la deforestazione.