Comunicato stampa - 12 dicembre, 2005
Greenpeace ha "assaltato" questa mattina la portaerei francese Clemenceau in rada a Tolone. Tre attivisti si sono arrampicati sul pontone della nave e quattro sulla gru di scarico aprendo striscioni con scritto "Porta amianto, né qui, né altrove!" La Francia si appresta a rimorchiare la Clemenceau in India per essere smantellata e Greenpeace chiede ancora una volta che questo avvenga in conformità alla normativa europea ed internazionale.
Alcuni attivisti di Greenpeace in azione contro la portaerei francese Clemenceau in rada a Tolone. Tre attivisti si sono
arrampicati sul pontone della nave e quattro sulla gru di scarico aprendo striscioni con scritto "Porta amianto,
né qui, né altrove!".
"La Francia sta violando la convenzione di Basilea, in base alla
quale è vietato esportare rifiuti tossici verso paesi non Ocse. Lo
stato deve assumersi la propria responsabilità, smaltendo l'amianto
presente sulla nave prima di inviarla in India" afferma Vittoria
Polidori, responsabile inquinamento di Greenpeace. Lo scorso anno,
la Clemenceau era stata intercettata nel Mediterraneo, dopo che
Greenpeace aveva denunciato un tentativo d'esportazione illegale in
Turchia: la Grecia si era rifiutata di accogliere la nave, non
avendo strutture idonee allo smantellamento, che era stata così
riportata a Tolone. Lo stato francese si era impegnato a smaltire
il 90 % dell'amianto della Clemenceau, sotto la pressione
dell'opinione pubblica. Eppure la società incaricata afferma di
averne eliminato il 30%, ovvero 70 tonnellate sulle 220 stimate
dallo Stato, che sarebbero 600 secondo altre fonti. "La vicenda
francese deve far riflettere sul fatto che neanche gli stati si
preoccupano di come vengono smantellate le navi, operazione che
avviene in India e Bangladesh da personale senza alcuna formazione
e senza nessuna precauzione, con il risultato che muoiono centinaia
di persone ogni anno per incidenti sul lavoro".
Oggi a Ginevra inizia la riunione del gruppo congiunto sulla
rottamazione delle navi, formato da IMO [ Organizzazione Marittima
Internazionale ], ILO [ Organizzazione internazionale del Lavoro ]
e Convenzione di Basilea. Greenpeace, insieme alla Federazione
Internazionale dei diritti umani, ha presentato un nuovo rapporto
di denuncia ed ha portato alla sede della conferenza di Ginevra le
foto di 110 persone che hanno perso la vita nei cantieri navali
asiatici. "Nei prossimi 20 anni, verranno smantellate nel mondo 50
mila navi. L'Imo non deve perdere tempo in chiacchiere mentre la
gente continua a morire. Il nuovo Trattato che è allo studio
dell'Imo entrerà in vigore nella migliore delle ipotesi tra 5 anni
e intanto le petroliere monoscafo che dovranno essere rottamate
continueranno ad essere smantellate a mano in India e Bangladesh
con gravi conseguenze ambientali, sanitarie e dei diritti umani"
afferma Polidori.