Comunicato stampa - 31 maggio, 2007
I leader mondiali che si apprestano a partecipare al G8 sono chiamati ad agire adesso e con la massima determinazione per combattere i cambiamenti climatici. Questa la richiesta avanzata oggi da Greenpeace con la “Dichiarazione dell’Ararat”, il documento letto nelle principali lingue del pianeta di fronte alla riproduzione dell’Arca di Noè, ricostruita a 2500 metri di altitudine sul Monte Ararat, il luogo simbolico dove l’Arca approdò nella storia biblica della catastrofica alluvione.
La costruzione della nuova arca di Noè che Greenpeace ha realizzato sul Monte Ararat per sensibilizzare sul tema dei cambiamenti climatici.
La cerimonia ha visto la partecipazione, oltre agli esponenti di
Greenpeace provenienti da tutto il mondo, di bambini, musicisti e
celebrità turche che hanno letto insieme la "Dichiarazione",
chiedendo così ai leader del mondo di agire per proteggere i
diritti primari alla vita e alla salute, entrambi messi a rischio
dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. «In qualità di leader
a livello mondiale, avete la responsabilità di fare il possibile
per evitare questo disastro incombente», enuncia la Dichiarazione:
«È vostro dovere non fare nulla, in azione o intenzione, che possa
mettere a repentaglio il benessere di coloro che rappresentate». Al
termine della cerimonia, sono state liberate 208 colombe, una per
ogni nazione del mondo, come veicolo simbolico per far giungere il
messaggio in ogni angolo del pianeta.
«Esortiamo tutti i leader del G8 a stabilizzare le emissioni
mondiali di gas a effetto serra entro i prossimi dieci-quindici
anni», afferma Francesco Tedesco, responsabile della campagna
Energia e clima di Greenpeace Italia: «Entro il 2050 le emissioni
globali di gas a effetto serra dovranno essere dimezzate senza
ricorrere al nucleare. Fonti rinnovabili ed efficienza energetica
sono sufficienti». I paesi del G8 sono responsabili di oltre la
metà delle attuali emissioni di gas serra e dovranno farsi carico
del maggiore sforzo di riduzione: secondo l'ultimo rapporto IPCC
(International Panel on Climate Change) i paesi industrializzati
dovranno tagliare i gas serra dell'80-90 per cento entro il 2050.
L'entità del problema è sottolineata anche dal segretario generale
dell'ONU Ban Ki-moon: «Il cambiamento climatico è la più grande
sfida della nostra generazione».
Secondo Greenpeace, siamo arrivati a un momento decisivo per il
futuro del nostro pianeta: non è troppo tardi, ma occorre agire
ora. «Il vertice del G8 non deve risultare in un nulla di fatto»,
aggiunge Tedesco: «Se l'amministrazione USA rifiuta di impegnarsi a
ridurre i gas serra, avremo bisogno di una coalizione degli altri
Paesi del G8: Bush non deve rappresentare una scusa per non agire.
Se alcuni leader del mondo non vogliono proteggere i propri
cittadini dalle inondazioni, dalla siccità, dalle carestie e dalle
emigrazioni di massa che gli scienziati già prevedono, il loro
potere non ha significato».
La riproduzione dell'Arca di Noè è costata a Greenpeace quattro
settimane di lavoro. Venti carpentieri turchi e tedeschi hanno
utilizzato dodici metri cubi di legno per costruire una nave di
dimensioni 10x4x4m, a 2500 metri sopra il livello del mare. L'Arca
rimarrà sul monte e servirà d'ora in poi come riparo per alpinisti
ed escursionisti.