Comunicato stampa - 21 marzo, 2006
Le foreste incontaminate sono ridotte ormai ad un mero dieci per cento delle terre emerse. Taglio illegale o distruttivo e conversione agricola le minacciano. E’ uno dei dati che emerge dalle nuove mappe, disponibili anche sul web, presentate oggi da Greenpeace alla Convenzione sulla Biodiversità, in corso a Curitiba (Brasile). L'atlante delle foreste è stato redatto impiegando le più recenti immagini satellitari disponibili ad alta risoluzione, verificate con informazioni sul campo, ed offrono per la prima volta un quadro omogeneo e coerente della biodiversità forestale e marina.
Greenpeace lancia le nuove mappe delle foreste primarie. Grazie ad un'analisi delle più aggiornate immagini satellitari disponibili, Greenpeace ha individuato con precisione gli ultimi paesaggi forestali intatti.
L'atlante, redatto da esperti di Greenpeace, mostra come 82
paesi su 148 abbiano già perso le grandi foreste primarie. Le carte
indicano le foreste estese su una superficie integra minima di 500
chilometri quadrati.
"Offriamo queste carte ai governi del mondo perchè le impieghino
per creare un sistema globale di aree protette" ha commentato
Sergio Baffoni, responsabile campagna foreste di Greenpeace. "La
mancanza di una mappatura globale è stata usata come scusa per non
agire. Ora questa scusa non tiene. Greenpeace chiede una moratoria
di ogni nuova attività di sfruttamento industriale nelle foreste
primarie mostrate nella mappa, prima che siano compromesse per
sempre".
La pubblicazione delle mappe coincide con le attività di
Greenpeace per la protezione della biodiversità. Mentre indaga sui
carichi di legname illegale africano di origine illegale, si batte
in Amazzonia contro la distruzione della foresta da parte di
imprese del legname e multinazionali della soia, mentre in Papua
Nuova Guinea, con la stazione di protezione delle foreste, difende
le preziose Foreste del Paradiso, demarcando le terre ancestrali
dei popoli indigeni.
L'atlante delle riserve marine propone di tutelare la parte più
sensibile degli Oceani. In base ai dati scientifici aggiornati,
utilizzando il più esteso database di informazioni oggi
disponibile, l'atlante copre il 40 per cento della superficie degli
Oceani. A giugno, in Italia, sarà presentata la proposta di
Greenpeace con una carta marina dettagliata per il
Mediterraneo.
Nel frattempo la nave di Greenpeace Esperanza sta continuando il
suo viaggio attraverso gli Oceani del pianeta, per denunciare la
pesca illegale e sostenere i diritti delle comunità costiere. "È
necessario preservare la biodiversità marina, a cominciare dalla
protezione dei sensibili ecosistemi di profondità" ha aggiungo
Alessandro Giannì, responsabile mare di Greenpeace. "Per questo
Greenpeace chiede una moratoria dell'Onu sulla pesca a strascico di
in profondità, che assieme ad un sistema di riserve marine e ad
altre misure gestionali offra respiro ai mari e consenta un
recupero degli stock ittici".
Notes: L'atlante delle foreste è disponibile anche in formato Google-map presso:
http://www.greenpeace.it/atlantedelleforeste/
Le carte degli oceani:
http://oceans.greenpeace.org/marine-reserves/roadmap