Lo striscione aperto da Greenpeace alla centrale ENEL di Civitavecchia.
L'azione di oggi vuole denunciare l'ostilità del Governo
italiano al "pacchetto clima ed energia" dell'Unione Europea.
"Protestiamo per chiedere al Governo un 'Piano Marshall' per
efficienza e sviluppo delle fonti rinnovabili per centrare gli
obiettivi europei - spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle
campagne di Greenpeace. - E' un'occasione importante per il nostro
Paese: la maggior parte dell'obiettivo del venti per cento di
efficienza in più negli usi elettrici è concentrato nell'industria
e nel terziario, i settori che generano ricchezza. Questa è la
soluzione vera per l'Italia e non un ritorno al nucleare, fonte
rischiosa e costosa, promossa per favorire alcune lobby e non certo
l'ambiente" continua Onufrio (1).
"La volontà del governo è quella di sabotare il percorso per la
seconda fase per Protocollo di Kyoto e far saltare le uniche
possibilità concrete di ridurre le emissioni: le fonti rinnovabili
e l'efficienza" denuncia Francesco Tedesco, responsabile della
Campagna Energia e Clima di Greenpeace, a bordo dell'Arctic Sunrise
in azione a Civitavecchia.(2)
La recente conversione a carbone della centrale di Civitavecchia
rappresenta il fallimento della politica energetica italiana verso
la riduzione delle emissioni di gas serra. Una volta in funzione,
la centrale di Civitavecchia immetterà in atmosfera oltre 10
milioni di tonnellate di CO2, pari alle emissioni di due milioni di
SUV, ognuno dei quali percorre 20mila km in un anno. Ciò va ad
aggiungersi al ritardo che l'Italia ha già contratto per Kyoto (50
Milioni di tonnellate l'anno). Per questo Greenpeace chiede una
moratoria sulle centrali a carbone (3).
Questo autunno le navi di Greenpeace 'Rainbow Warrior' e 'Arctic
Sunrise' stanno solcando le acque del Mediterraneo - da Israele
fino in Polonia - per diffonder il messaggio 'QUIT COAL' (NO
CARBONE) in tutta Europa, in vista della Conferenza sui Cambiamenti
Climatici delle nazioni Unite che si terrà a Poznan in Polonia il
prossimo dicembre. Circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2
si devono al carbone e con la tendenza attuale cresceranno del 60
per cento al 2030, un'ipotesi che lancerebbe il mondo verso una
crisi climatica irreversibile.
"Il carbone è la prima singola causa del riscaldamento globale,
se l'Europa intende essere leader nella lotta al cambiamento
climatico deve tagliare la dipendenza dal carbone a favore di una
rivoluzione energetica pulita" afferma Agnes de Rooij, responsabile
della Campagna Clima di Greenpeace International, a bordo
dell'Arctic Sunrise.
Link
(1) "Un piano Marshall per salvare il clima":
http://www.greenpeace.it/quitcoal/BriefingMARSHALL.pdf
(2) "Il governo italiano contro Kyoto":
http://www.greenpeace.it/quitcoal/BriefingTAPPA1.pdf
(3) Cyberazione scrivi a Berlusconi e Scajola per una
rivoluzione energetica pulita:
www.greenpeace.org/Italy/nocarbone
Contatti:
Ufficio stampa Greenpeace, 06.68136061 int. 203-239
Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne, 340 6404056
Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima,
3400856944
Vittoria Iacovella, addetta stampa, 3483988615
Maria Carla Giugliano, assistente comunicazione a bordo,
3496066159