Comunicato stampa - 19 ottobre, 2008
Attivisti di Greenpeace sono entrati stamattina nella centrale a carbone di Fiume Santo, oggi proprietà di E.ON, per protestare contro i piani di espansione del carbone della Regione Sardegna e chiedere invece di rilanciare l'eolico nell'isola, creando così oltre 7.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020. Alcuni uomini di Greenpeace hanno bloccato il nastro trasportatore della centrale, impedendo il rifornimento dell'impianto.
In azione: mattina del 19 ottobre a Fiumesanto (Sassari).
Seconda tappa italiana del tour contro il carbone della Artic Sunrise.
L'attività di oggi rappresenta la seconda tappa del tour contro il
carbone della Artic Sunrise in Italia, avviato giovedì scorso a
Civitavecchia. Il "Quit Coal Tour" punta a diffondere in Europa il
messaggio di una rivoluzione energetica pulita in vista della
Conferenza sui Cambiamenti Climatici dell'ONU del prossimo
dicembre. Fonti rinnovabili ed efficienza energetica sono
fondamentali per ridurre le emissioni di CO2 e creare nuove
opportunità di lavoro. "Non è accettabile che le regioni facciano
dei piani energetici in contrasto con gli impegni internazionali
dell'Italia" afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di
Greenpeace Italia: "La Sardegna deve rivedere la proposta di piano
regionale e togliere ogni limite all'eolico. Questa fonte può dare
occupazione sicura e pulita in Sardegna. L'ostilità di Soru
all'eolico blocca 7.000 posti di lavoro per far spazio al
carbone".
La Sardegna è una regione strategica per lo sviluppo dell'eolico
in Italia. Nel 2007 la potenza eolica complessiva sull'Isola ha
raggiunto i 367 MW, nulla a confronto dei 217 MW e dei 133 MW
installati rispettivamente in Puglia e in Sicilia nel solo 2007. A
causa del veto del presidente Soru, sono ancora molti i progetti
bloccati e permane il limite a 550 MW, con vincolo alle sole aree
industriali. Secondo il rapporto presentato recentemente da ANEV,
la Sardegna potrebbe invece installare - nel pieno rispetto del
paesaggio e dell'ambiente - circa 1750 MW al 2020, dando
occupazione a oltre 7.000 persone, producendo circa 3 miliardi di
kilowattora (il 25% del consumo interno della regione). Prodotta
con il carbone, questa energia emetterebbe oltre 2 milioni di
tonnellate di CO2 all'anno".
"Oggi il 50% dell'elettricità in Sardegna arriva dal carbone, ma
se vogliamo salvare il pianeta da una crisi climatica
irreversibile, è necessario avviare ora una rivoluzione energetica
pulita -afferma Francesco Tedesco, responsabile della campagna
clima ed energia - Greenpeace chiede di incontrare i dirigenti di
E.ON Italia, per capire se il gruppo è disponibile a promuovere in
Sardegna lo sviluppo dell'eolico, o continuare a puntare sul
carbone"
NOTE:
LINK BRIEFING http://www.greenpeace.it/quitcoal/BriefingSardegna.pdf
Contatti:
Ufficio stampa Greenpeace, 06.68136061 int. 203-239
Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne, 340 6404056
Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima a
bordo, 3400856944
Vittoria Iacovella, addetta stampa, 3483988615
Maria Carla Giugliano, assistente comunicazione a bordo,
3496066159