Dopo un inseguimento di 24 ore, per
centinaia di miglia nella nebbia e affrontando un mare sempre più mosso,
questa mattina la nave di Greenpeace "Esperanza" ha cacciato via la
flotta baleniera giapponese dalle aree di caccia dell'Oceano Antartico.
Scovata la flotta al margine dei ghiacci antartici, l'Esperanza ha
inseguito la nave macelleria Nishin Maru fin oltre il 60° grado di
latitudine, il limite della zona di caccia alle balene. A sua volta,
l'Esperanza era inseguita dall'arpionatore giapponese Yushin Maru.
"Siamo andati laggiù per fermare la flotta baleniera giapponese
e per
adesso ce l'abbiamo fatta" - dichiara Alessandro Giannì,
responsabile
campagna Mare di Greenpeace Italia. - "Ora i balenieri sono
fuori dal
Santuario dei Cetacei dell'Oceano Antartico. E lì dovrebbero
restare!"
Greenpeace sospetta che in realtà la flotta baleniera stia
pianificando
di avvicinarsi alla nave cisterna con bandiera panamense
"Oriental
Bluebird" per rifornirsi di carburante e scaricare la carne di
balena
probabilmente già immagazzinata. Carne che andrà ad
aggiungersialle
4.000 tonnellate ammassate nei frigoriferi da anni: un chiaro
indizio
che nemmeno i giapponesi vogliono mangiare le balene.
"Stanno rifornendo una nave che non è benvenuta in Antartide
e
scaricando carne che nessuno vuol mangiare in Giappone" -
aggiunge
Giannì. - "Abbiamo già visto in passato l'Oriental Bluebird
rifornire la
Nishin Maru e il resto della flotta. E' un'attività pericolosa
che mette
a rischio un ambiente incontaminato come l'Antartide. Inoltre,
la nave
cisterna non è nemmeno ufficialmente registrata come parte della
flotta
baleniera e non dovrebbe essere lì".
L'anno scorso, infatti, la Nishin Maru ha subito un incendio
mentre era
in prossimità dell'Oriental Bluebird. Non è escluso che fosse in
corso
un trasbordo tra le due navi. L'incendio ha causato una vittima,
un
marinaio della Nishin Maru, e ha messo a rischio - per la
possibile
perdita di idrocarburi - le acque e le coste antartiche.