Comunicato stampa - 18 gennaio, 2008
L’arpionatore Yushin Maru N.2 - una delle navi armate di arpione e destinata all’uccisione delle balene - si èavvicinata oggi alla nave macelleria Nisshin Maru a centinaia di miglia dalle aree di caccia. Durante queste operazioni, gli attivisti di Greenpeace – a bordo dei gommoni - hanno raggiunto le due navi scrivendo sulla fiancata della Nisshin Maru “Falso” (in giapponese) davanti alla scritta “Ricerca” che campeggia come un insulto alla scienza e all’intelligenza, La caccia baleniera della flotta del Governo del Giappone, infatti, viene spacciata come “ricerca scientifica” e pagata dai contribuenti giapponesi.
Gli attivisti di Greenpeace - a bordo dei gommoni – hanno aggiunto "Falso" in giapponese alla scritta "Ricerca" che campeggia sulla fiancata della Nisshin Maru. L'Esperanza è riuscita a cacciare la nave macelleria fuori dal Santuario dei Ceatcei dell'Oceano Antartico.
Di questa truffa, finalmente, cominciano ad accorgersi anche in
Giappone dove, tra l'altro, il consumo di carne di balena è ai
minimi storici con 4.000 tonnellate di carne di balena ammassate
nei frigoriferi. Un articolo apparso oggi su uno dei maggiori
quotidiani del Giappone, Asahi Shimbun, mette in dubbio la validità
del programma di caccia baleniera chiedendosi "Perché il Governo
del Giappone insiste con la caccia baleniera?". Oltre allo spreco
di danaro pubblico, l'articolo riferisce della dubbia validità
scientifica del programma, della scarsissima convenienza economica
di questa caccia, da cui si sono ormai dissociate tutte le imprese
private.
Particolarmente interessante è la dimostrazione del fatto che
il cosiddetto Istituto di Ricerca sui Cetacei (ICR), che il Governo
del Giappone spaccia come agenzia di ricerca indipendente, è in
realtà pieno di ex dipendenti del Ministero della Pesca del
Giappone: l'ICR spende la maggior parte degli oltre 50 milioni di
dollari all'anno che il Ministero eroga per finanziare la caccia
alle balene.
"Qualcosa sta cambiando in Giappone: da qualche tempo, sulla
caccia baleniera i portavoce del Governo sono del Ministero degli
Esteri e non di quello della Pesca" - dichiara Alessandro Giannì,
responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia - "Sembra che
ormai nessuno si fidi più del Ministero della Pesca laggiù:
speriamo che i giapponesi aprano gli occhi."
L'Esperanza sta inseguendo la Nisshin Maru fin dall' all'alba
del 12 gennaio scorso, quando la flotta baleniera è stata
intercettata. La Nisshin Maru è fuggita dalle zone di caccia da cui
ormai manca da sei giorni. Senza la nave fattoria la caccia alle
balene si blocca poiché le balene uccise dagli arpionatori devono
essere rapidamente passate alla Nisshin Maru dove vengono
macellate, inscatolate e stivate nei frigoriferi: è quindi da una
settimana che le balene non sono uccise. Inoltre, la Nisshin Maru
funge da nave appoggio e senza di essa gli arpionatori hanno una
ridotta operatività. Per rifornirsi di carburante, anche la Yushin
Maru N.2 si è dovuta allontanare dal Santuario delle Balene
dell'Oceano Antartico.
"Siamo contenti di vedere che un'altra nave della flotta
baleniera giapponese si è allontanata dal Santuario delle Balene" -
aggiunge Giannì. - "Faremo il possibile perchè non tornino a
cacciare".