Comunicato stampa - 29 novembre, 2004
Il fallimento della Commissione Europea di forzare i governi ad abbandonare i bandi nazionali sugli OGM è un'ottima notizia. Ma il cammino é ancora lungo. "È necessario che gli stati membri difendano i propri interessi con più efficacia. Attraverso l'attuale sistema, gli Stati che si astengono danno alla Commissione la possibilità di bloccare i bandi nazionali il prossimo anno!.
Greenpeace sui bandi nazionali agli OGM: Stati membri siano più coraggiosi.
"Infatti, nel caso in cui non venga di nuovo raggiunta una
maggioranza qualificata dei paesi in occasione del Consiglio dei
Ministri del prossimo anno, sarà la Commissione a decidere. Una
netta maggioranza di paesi contrari alla proposta della Commissione
manderebbe così un chiaro segnale, ovvero che l'Unione Europea
utilizza le misure precauzionali per salvaguardare consumatori e
ambiente" afferma Federica Ferrario della campagna Ogm di
Greenpeace.
Per quanto riguarda il mais transgenico "MON863", dopo che oggi
a Bruxelles il Comitato europeo delle autorizzazioni non è riuscito
a riunire sulla proposta nè una maggioranza a favore né una
contraria, bisogna che si riconosca che questo prodotto non può
essere considerato sicuro, e per tale ragione dovrebbe essere
completamente rifiutato. "Durante i test sono state riscontrate
anormalità nei ratti nutriti con questo Ogm. Non solo, questo mais
contiene come marcatore un gene di resistenza agli antibiotici che,
secondo la legislazione europea non dovrebbe più essere utilizzato
dal 2005. È scandaloso che la documentazione decisiva di questo
caso venga tenuta segreta, contrariamente all'attuale legislazione
che stabilisce che tutti i documenti riguardanti informazioni sulla
sicurezza di un prodotto debbano essere resi pubblici" commenta
Ferrario.