Comunicato stampa - 22 febbraio, 2010
“La scampata collisione di una nave cargo nei pressi del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena dimostra ancora una volta che il rischio di un imminente disastro ambientale pende sulle Bocche di Bonifacio – commenta Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace - Sono mesi che, insieme alle comunità locali, chiediamo al ministro Prestigiacomo di prendere misure per la protezione di quest’area. Nulla è ancora stato fatto.”
Nelle Bocche di Bonifacio transitano ogni anno più di tremila
imbarcazioni cargo, di cui il dieci per cento trasporta sostanze
pericolose. A settembre una delegazione di sindaci della Sardegna
settentrionale si era presentata con Greenpeace al ministero
dell'Ambiente per consegnare alla Prestigiacomo un appello che
chiedeva serie e urgenti misure di protezione.
Nonostante la Direzione Generale si fosse impegnata a occuparsi
della questione, la proposta per l'inserimento dello stretto
nell'elenco delle Aree Marine Particolarmente Sensibili (PSSA) è
ancora in alto mare. Le Bocche, inoltre, dovrebbero godere di
speciali misure di gestione essendo all'interno del Santuario dei
Cetacei "Pelagos". Purtroppo da anni Greenpeace denuncia lo stato
di degrado del Santuario. E' arrivato il momento di adottare un
adeguato piano di gestione del Santuario, che si occupi in modo
prioritario delle aree più delicate, come le Bocche di
Bonifacio.
Notes: Briefing Bocche di Bonifacio:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/bocche-bonifacio
L’Appello firmato sulla Rainbow Warrior: http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/sindaci-appello-bonifacio