Comunicato stampa - 26 aprile, 2010
Greenpeace ricorda oggi il ventiquattresimo anniversario del disastro di Cernobyl. Questa mattina dieci attivisti di Greenpeace, di cui alcuni con tute bianche e maschere antigas, portano una mostra fotografica davanti alla Camera dei Deputati a Montecitorio, per sottolineare le conseguenze dell'incidente di Cernobyl, esponendo uno striscione con la scritta “Stop follia nucleare”.
Manifestazione di Greenpeace a Montecitorio in occasione del ventiquattresimo anniversario di Cernobyl. Foto di Stefano Montesi.
Il 26 aprile 1986 a Cernobyl si verificò il più grave incidente
nucleare della storia, con una violenta esplosione che rilasciò in
atmosfera cento volte la radioattività sprigionata dalle bombe
atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. La nube radioattiva
arrivò fino in Europa Centrale e in Italia.
«A ventiquattro anni da Cernobyl, la propaganda filo-nucleare
continua a sottostimare gli effetti della tragedia di Cernobyl e il
numero dei morti causati dall'incidente- spiega Andrea Lepore,
responsabile campagna nucleare di Greenpeace- Purtroppo la stima
dei morti causati dall'incidente è di oltre duecentomila e nessuno
di loro deve essere dimenticato».
La propaganda filo-nucleare parla infatti di soli 65 morti,
riferendosi a malapena al numero dei lavoratori e soccorritori
morti in seguito all'esplosione. Ma l'Accademia Russa delle Scienze
dimostra che anche le stime del Cernobyl Forum, che indicavano
novemila morti, erano state troppo caute e che i morti dovuti
all'incidente di Cernobyl sono oltre duecentomila.
Nel 1987, l'anno dopo Cernobyl, oltre l'80% dei cittadini
italiani ha votato contro il nucleare. In seguito all'esito dei tre
referendum proposti, tutte le centrali nucleari in Italia furono
chiuse.
«Il governo intende imporre all'Italia il nucleare e si prepara
a una campagna di disinformazione sui rischi e i costi di questa
pericolosa tecnologia. Così, non solo dimostra di non curarsi della
volontà espressa dai cittadini, ma anche di non avere imparato
nulla dagli errori passati» conclude Lepore.
Le centrali francesi EPR che il governo vorrebbe far costruire
in Italia sono state dichiarate carenti nel sistema di controllo
dalle autorità di sicurezza francese, britannica e finlandese.
Inoltre, secondo i documenti resi noti dall'associazione francese
"Sortir du nucleaire", potrebbero essere pericolose quanto quella
di Cernobyl, perché sottoposte al rischio di analoghi
incidenti.
Notes: Link
Mostra http://www.greenpeace.it/cernobyl/
Briefing CERNOBYL: DAL DISASTRO A OGGI http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/disastro-cernobyl