Comunicato stampa - 25 marzo, 2009
In vista dei negoziati sul clima a Bonn, dal 29 marzo al 9 aprile, Greenpeace avverte che per rispondere alla gravità dei cambiamenti climatici i Paesi industrializzati devono impegnarsi a ridurre le proprie emissioni di gas serra maggiormente e più velocemente di quanto ritenuto necessario fino ad oggi.
Il cambiamento climatico è in atto. Ma è ancora possibile fare qualcosa. Bisogna agire subito. E creare le basi per una vera rivoluzione dell'energia.
In seguito alle più recenti prove scientifiche
sull'accelerazione dei mutamenti del clima e sull'accresciuto
rischio di impatti irreversibili e catastrofici, Greenpeace chiede
ai Governi dei Paesi industrializzati, di impegnarsi da subito a
ridurre le proprie emissioni del 40% al 2020. Anche i Paesi in via
di sviluppo devono adottare obiettivi di riduzione ambiziosi
(1).
Per evitare cambiamenti climatici fuori controllo, le emissioni
globali di gas serra non solo devono essere stabilizzate entro il
2015, ma devono poi essere portate il più vicino possibile allo
ZERO entro la metà del secolo. I dati scientifici di recente
pubblicazione costringono Greenpeace a rafforzare le proprie
richieste: fino ad oggi Greenpeace aveva sostenuto che le emissioni
di gas serra dovevano essere dimezzate entro la metà del secolo, ma
questo non è più abbastanza.
"I cambiamenti osservati, tra cui la rapida perdita dei ghiacci
della calotta polare artica in estate, mostrano chiaramente che la
possibilità di una catastrofe climatica è molto più imminente di
quanto si immaginava" sostiene Martin Kaiser, direttore sul Clima
di Greenpeace International. "L'unico modo per intervenire è
ridurre drasticamente e velocemente le emissioni".
Raggiungere un accordo globale sul clima a Copenhagen sarà
assolutamente cruciale. "La crisi economica ha dimostrato che i
Governi sono in grado di prendere le decisioni necessarie per
affrontare l'emergenza. Lo stesso deve avvenire per il clima"
afferma Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e
Clima di Greenpeace Italia. "I Paesi industrializzati hanno la
grande responsabilità di salvare il Pianeta da impatti catastrofici
e lo devono fare ora perché il tempo utile per agire sta
rapidamente svanendo".
A Bonn si terrà la prima sessione preparatoria alla Conferenza
delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici di Copenhagen.
L'incontro è fondamentale per l'intero processo che dovrà portare a
un accordo globale sul clima. Nello spirito di un progressivo
rafforzamento e ampliamento degli impegni internazionali, anche i
Paesi in via di sviluppo dovranno impegnarsi a ridurre la crescita
delle proprie emissioni del 15-30% al 2020. Per ottenere questo
impegno è tuttavia necessario che i Paesi industrializzati
garantiscano aiuti economici ai Paesi in via di sviluppo per circa
110 miliardi di euro (140 miliardi di dollari) all'anno.
Notes: Link:
(1) Una versione in Italiano delle richieste di Greenpeace per Copenhagen è disponibile:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/richieste-copenhagen