La sfida del clima. Greenpeace: se non applichiamo neanche le direttive europee...

Comunicato stampa - 29 gennaio, 2007
Obiettivi vincolanti per le energie rinnovabili. Il commissario europeo all'ambiente, Dimas, è tornato oggi a proporre questa misura come irrinunciabile. Greenpeace ricorda che solo investendo in misure di efficienza energetica nell'edilizia, nell'industria e nei trasporti si potrà soddisfare quasi metà del fabbisogno mondiale di energia con fonti rinnovabili. Lo afferma il rapporto "Energy [R]evolution: A sustainable World Energy Outlook" lanciato la settimana scorsa da Greenpeace in tutto il mondo.

Impianto eolico. La crescita dell'eolico è stata notevole, se paragonata alle altre fonti rinnovabili: dal 1995 al 2005 la potenza installata nel mondo è cresciuta di dodici volte.

"Grazie all'efficienza, entro il 2050 circa il 75 per cento dell'elettricità potrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico e solare). Sarà così possibile dimezzare le emissioni di gas serra, per scongiurare la minaccia dei cambiamenti climatici" afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Clima ed Energia di Greenpeace.  "Occorrono obiettivi vincolanti al 20220 per dare un futuro allo sviluppo delle rinnovabili su cui l'Italia è in forte ritardo. Certo il quadro è sconfortante. Per ribadire che il carbone è il killer numero uno del clima ci siamo dovuti arrampicare sulla ciminiera della centrale di Porto Tolle, mentre in Parlamento non si riesce a mettere fine alla vergogna CIP6 in base alla quale gli incentivi che dovrebbero andare alle rinnovabili finiscono a finanziare fonti fossili. Eppure si tratterebbe solo di applicare una direttiva europea!". 

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