Comunicato stampa - 24 novembre, 2009
Greenpeace apprezza quanto affermato ieri dal Presidente del Consiglio europeo per l’ambiente, lo svedese Andreas Carlgreen, secondo cui “l’Europa si sta avvicinando a riduzioni delle emissioni del 30 per cento“, tuttavia l’associazione esorta nuovamente i leader europei a passare dalle parole ai fatti, allineando al più presto il proprio impegno con quanto indicato dalla scienza.
Il Consiglio europeo dei Ministri dell'Ambiente, conclusosi ieri
a Bruxelles, è stato l'ultimo momento di discussione a livello
europeo in vista della conferenza sul clima di Copenhagen, che
inizierà tra meno di due settimane. La posizione europea è dunque
definita (1).
"Milioni di persone, tutti i Paesi in via di sviluppo e il mondo
scientifico chiedono a gran voce che a Copenhagen si decida di
ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40 per cento, così
da evitare i più drammatici effetti dei cambiamenti climatici.
Impegni inferiori saranno inutili" afferma Francesco Tedesco,
responsabile Campagna energia e clima di Greenpeace.
Al momento, l'Europa ha annunciato un impegno unilaterale di
riduzione del 20 per cento entro il 2020 (rispetto ai livelli del
1990), mentre l'impegno del 30 per cento è vincolato al
raggiungimento di un accordo globale proprio a Copenhagen.
"Oggi la situazione è profondamente cambiata" afferma Giuseppe
Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace, "Se consideriamo gli
effetti della crisi economica e la presenza di innumerevoli
scappatoie previste per ridurre le emissioni, l'obiettivo del 20
per cento non è affatto ambizioso, e sarà anzi raggiunto come
business-as-usual".
Mentre l'Europa è ancora indecisa, altri Paesi industrializzati
come Giappone e Norvegia hanno già adottato impegni di riduzione
più ambiziosi. Anche alcuni Paesi in via di sviluppo, come Cina,
Brasile, Indonesia e Sud Africa, hanno annunciato iniziative
lodevoli.
Greenpeace esorta l'Europa a incrementare il proprio obiettivo,
impegnandosi a ridurre le proprie emissioni di almeno al 40 per
cento entro il 2020, di cui i tre quarti entro i confini
europei.
Notes: (1) Link al comunicato stampa del Consiglio europeo:
www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/envir/111411.pdf