Galanzino e Greenpeace sulle orme di Marco Polo per salvare il clima

Comunicato stampa - 26 luglio, 2007
Questa volta Francesco Galanzino correrà sulle orme di Marco Polo. Ad Agosto, infatti, il maratoneta italiano, testimonial della campagna Energia e Clima di Greenpeace, percorrerà la parte occidentale della Via della Seta, in una gara di 460 kilometri e 13.000 metri circa di dislivello che partirà da Bishkek, in Kirghizistan, attraverserà il Tajikistan, l’Ouzbekistan, il Turkmenistan e arriverà in Iran.

Francesco Galanzino, 45 anni, è un imprenditore di Tortona sposato con Simona e padre di Giacomo e Giulio. Istruttore di arrampicata sportiva con innumerevoli vie di roccia e cascate di ghiaccio all'attivo nelle Alpi italiane e francesi, Galanzino ha effettuato numerose spedizioni in alta quota in Pakistan e Bolivia. Nel 2005 ha corso oltre 2.500 Km e partecipato a diverse gare di trail running con ottimi risultati. È stato tedoforo per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Galanzino è l'unico uomo al mondo che, in meno di un anno, ha attraversato le steppe del Gobi in Cina, i laghi salati di Atacama in Cile, le dune e le piramidi egiziane e i ghiacci del Polo Nord. Le sue sfide, insieme a Greenpeace, sono anche l'occasione per affrontare il problema dei cambiamenti climatici. Salvare il clima sta diventando una vera e propria "corsa" contro il tempo. "Nel giro di 15 anni le emissioni globali di gas serra dovranno essere ridotte del 30% rispetto ai livelli del 1990, o non saremo capaci di fermare i mutamenti del clima" afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Clima ed Energia di Greenpeace.

"Dopo aver affrontato i primi quattro deserti e percorso il milione di passi - spiega Francesco Galanzino- continuiamo nella denuncia di desertificazione attraversando altri deserti forse meno conosciuti ma più estremi"

Saranno circa 70 i coraggiosi atleti che parteciperanno alla maratona. La gara attraverserà gli altopiani del Pamir, oltre  4.000 metri di quota, e la Valle di Fergana dove, per rispetto all'Islam ortodosso, si correrà completamente coperti malgrado le altissime temperature. Passerà nelle terre di Tamerlano, tra le leggendarie città carovaniere di Samarcanda, Bukara e Khiva. I concorrenti dovranno affrontare il Deserto delle Sabbie Rosse (Kyzil Koum) e il Deserto delle Sabbie Nere (Kara Koum), considerato il deserto più caldo del mondo dove, durante lo "scouting", si sono registrati 52 gradi. Ultima fatica il Deserto di Lut in Iran.

Il problema della desertificazione che avanza è uno degli effetti più spaventosi dei cambiamenti climatici. L'IPCC stima che solo in Africa saranno circa 250 milioni le persone sottoposte a forte stress idrico nel 2020 a causa della minore disponibilità di acqua.

L'Italia non ha ancora presentato un piano per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, siamo in forte ritardo sulle rinnovabili e, al contrario, si promuove l'uso del carbone a Civitavecchia, Porto Tolle e in Sardegna, regione nella quale vi è oltretutto un sostanziale blocco dell'eolico, la fonte rinnovabile più promettente. Proprio per contestare questo blocco Greenpeace e Francesco Galanzino hanno organizzato lo scorso aprile una "maratona eolica" con una quindicina di atleti sardi.

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