Comunicato stampa - 31 ottobre, 2008
Greenpeace risponde alle affermazioni del ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi che tenta di salvare l’immagine del governo sostenendo che “non è anti-ambientalista”.
Lo striscione aperto da Greenpeace alla centrale ENEL di Civitavecchia.
Il governo, dopo aver fatto un assalto all'arma bianca al
pacchetto clima energia dell'UE, sta ora rivedendo, finalmente, la
sua linea.
"Non si difende l'interesse nazionale gonfiando le stime a un
livello più che doppio e ancor meno se questo avviene nella fase di
conclusione di una direttiva europea di questa importanza" dichiara
Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace.
"E' la prima volta nel mondo che gli aspetti economici di un
pacchetto con finalità ambientali vengono messi in discussione da
un Ministero dell'Ambiente. Questa è la dimostrazione di una
politica apertamente antiambientale del governo, che dopo aver
capito di aver fatto un errore grossolano stende un velo pietoso
sulla vicenda".
Greenpeace chiede al Governo, se è coerente, di reintrodurre
l'obbligatorietà della certificazione energetica degli edifici per
la compravendita, e di reinserire la detrazione del 55 per cento
per le spese di ristrutturazione energetica degli edifici. "Se
nemmeno questi segnali minimi verranno dati, allora è chiaro che il
governo mente ancora sapendo di mentire" conclude Onufrio.