Comunicato stampa - 13 novembre, 2006
Mentre i ministri dell'ambiente di tutto il mondo sono in volo per Nairobi, Greenpeace sollecita l'Unione Europea ad attivarsi per ottenere risultati concreti alla Conferenza sui cambiamenti climatici in corso nella capitale kenyota.
Serve il sostegno dell'Unione Europea all'energia solare affinchè questa fonte energetica possa raggiungere il suo potenziale.
All'inizio della seconda settimana cruciale di negoziati, l'Ue
si è impegnata solo a parole a combattere il cambiamento climatico,
ma perché si proceda sulla strada tracciata dal Protocollo di Kyoto
bisogna fissare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas
serra per il periodo 2008-12. "Dov'è finita la leadership europea
nella lotta al cambiamento climatico? Noi non la vediamo." afferma
Francesco Tedesco, responsabile clima di Greenpeace. "E l'Italia?
Prodi segua l'esempio di Zapatero che ha reso obbligatori i
pannelli solari per gli edifici di nuova costruzione o in
ristrutturazione".
A fine 2005 a fronte dei 6.5 milioni di mq installati in
Germania, degli oltre 3 milioni di mq in Grecia e dei 2.3 milioni
in Austria, la Spagna ne aveva quasi 530.000 e l'Italia meno di
520.000 mq. In relazione alla popolazione, l'Italia ha circa la
metà del solare termico della Spagna.
"Se l'Italia avesse la stessa superficie presente in Germania,
si potrebbero risparmiare 600.000 tonnellate equivalenti di
petrolio e circa 2 milioni di tonnellate di CO2, con tempi medi di
recupero dell'investimento di pochi anni a seconda della fascia
climatica" prosegue Tedesco.
Per porre un freno agli sconvolgimenti climatici ed evitare che
il riscaldamento terrestre superi la soglia dei 2 gradi centigradi
è oggi di vitale importanza imporre un obiettivo di riduzione delle
emissioni globali di gas serra del 50 per cento entro il 2050.
Questo richiederà da parte dei Paesi industrializzati uno sforzo di
riduzione di almeno il 75 per cento per quella data.