Comunicato stampa - 26 giugno, 2009
La Commissione Baleniera Internazionale (IWC) è finita ieri sera con un giorno di anticipo fallendo clamorosamente l’obiettivo della sua “modernizzazione” e della tutela delle balene, gettando all’aria un anno di negoziato.
Megattera nell'Oceano Antartico
Cacciatori e commercianti di carne di balena hanno distrutto il
negoziato, la cui conclusione adesso è rinviata alla prossima
riunione ad Agadir, Marocco, nel 2010.
"C'è parecchio da cambiare se non vogliamo fare arenare le
balene nelle sabbie del deserto del Marocco, l'anno prossimo-
sostiene Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace.
- Per cominciare, ci vogliono segni di buona fede e responsabilità,
come l'immediata interruzione di ogni attività di caccia
commerciale alle balene".
Per far progredire il negoziato è stato creato un "gruppo
miniaturizzato" che oggi comincerà a ridiscutere dell'empasse e di
come risolverla. E' già in programma una riunione intersessionale
che si terrà a Santiago del Cile, in ottobre, ospite del nuovo
Presidente dell'IWC, Ambasciatore Christian Maquiera.
"L'unica cosa che va miniaturizzata subito è il rischio che
grava sulle balene"-aggiunge Giannì- Non è chiaro il perché un
gruppo miniaturizzato dovrebbe aver successo se un gruppo già
piccolo ha fallito. Solo un'azione diplomatica decisa dei Paesi che
dicono di essere contro la caccia baleniera, come l'Italia, può
risolvere questa annosa vicenda. Intanto, ogni anno i cacciatori
uccidono quasi 2000 balene!".
Oggi sono estremamente critiche le condizioni della Balena
franca, della Balenottera azzurra e del Capodoglio, tre delle
specie più cacciate in passato. Eppure la carne di balena non ha
mercato. Il "sistema" giapponese è in perdita continua: oltre 220
milioni di dollari dall'inizio dell'era della "caccia a scopi
scientifici". Il prezzo della carne di balena è sceso da 30 a 16,4
US$/kg dal 1994 al 2006. Ci sono c.a. 4.000 tonnellate di carne
invenduta nei congelatori.
Le balene rendono più da vive che da morte. Si stima, infatti,
che il whale watching - l'osservazione delle balene - attiri in
tutto il mondo tra 9 e 11 milioni di utenti l'anno, con un giro
d'affari di 1-1,5 miliardi di dollari/anno. In Norvegia nel 2008 i
turisti che sono andati a fare whale watching hanno speso oltre 4
miliardi di dollari: 1.800 volte di più del valore della carne
"prodotta". In Islanda, la stima del 2007 era di un incasso tra 20
e 40 milioni di dollari all'anno.