Comunicato stampa - 19 ottobre, 2008
Continua l'azione degli attivisti di Greenpeace, entrati stamattina nella centrale a carbone di Fiume Santo, in provincia di Sassari, per bloccarne il nastro trasportatore e impedire quindi il rifornimento dell'impianto. Dalla Polizia è giunta la notizia della riduzione della potenza della centrale, per poterne aumentare l'autonomia, stimata questa mattina dalla direzione dell'impianto in circa 10 ore. Questo dovrebbe favorire i contatti tra Greenpeace e la proprietà della centrale, E.ON.
Foto in Sardegna, azione di 19 ottobre 2008
Greenpeace chiede di incontrare i dirigenti del gruppo, per
capire se è disponibile a promuovere in Sardegna lo sviluppo
dell'eolico, o continuare a puntare sul carbone, senza tener conto
degli impegni presi dall'Italia per ridurre le emissioni di
anidride carbonica. Greenpeace domanda a E.ON., inoltre, di unirsi
agli altri soggetti industriali interessati che chiedono di
eliminare il blocco dell'eolico imposto dal governatore Renato
Soru, proprio per favorire il carbone.
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