Comunicato stampa - 23 dicembre, 2009
Quattro attivisti di Greenpeace passeranno le feste di fine anno in prigione dopo che l’Alta Corte del Regno di Danimarca ha rigettato, questo pomeriggio, l’appello per il loro rilascio. I quattro, un olandese, un norvegese, uno svizzero e uno spagnolo, sono stati arrestati dopo la pacifica protesta effettuata aprendo striscioni in occasione del Banchetto di Stato, ospitato dalla Regina di Danimarca, Margrethe II, per i leader che partecipavano al Summit di Copenhagen.
Blitz in smoking in occasione del Banchetto di Stato, ospitato dalla Regina di Danimarca.
Greenpeace condanna la decisione della Corte danese come
un'ulteriore "ingiustizia climatica" dopo il misero fallimento del
Summit e dei cosiddetti leader che vi hanno partecipato: nessun
accordo vincolante per tagliare le emissioni di gas clima
alteranti. Altri dimostranti pacifici sono detenuti a seguito delle
proteste realizzate in occasione del Summit.
La polizia intende tenere in prigione i quattro attivisti fino
al 7 gennaio: questa detenzione, anche dopo la decisione della
Corte, è a totale discrezione del Capo della Polizia della
Danimarca. Greenpeace ha pienamente collaborato con le autorità
senza celare alcun aspetto delle proprie attività, compreso quanto
ha portato il gruppo di tre attivisti ad infiltrarsi nel cordone di
sicurezza che avrebbe dovuto proteggere i Capi di Stato invitati al
banchetto della Regina.
"I nostri attivisti sono pronti a rischiare la loro libertà per
una giusta causa" ha dichiarato Alessandro Giannì, Responsabile
delle Campagne di Greenpeace. "Abbiamo dato ampie assicurazioni che
i nostri attivisti non si sottrarranno, come è sempre stato, al
processo. Lasciarli in prigione per le feste di fine anno è quindi
una violenza inutile e gratuita".
Sebbene per motivi di sicurezza i dettagli che hanno permesso
l'azione di Greenpeace non verranno resi pubblici, Greenpeace
ribadisce che l'operazione si è interamente basata su informazioni
e materiali interamente pubblici. Inoltre, tutto l'apparato scenico
aveva chiari elementi farseschi: in una delle limousine affittate,
il logo di Greenpeace era ben evidente e fissato con un paio di
calzettoni. Una delle targhe era con il numero 007 (quello di James
Bond) e i lampeggianti della polizia sono stati comprati (Euro
6,70) su internet.